"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

Guerra online ai finti psicologi


Truffe. Contro la diffusione dei falsi professionisti in Veneto si punta sull’albo in rete


Centoventicinque in un anno: sono i casi esaminati dalla commissione Tutela della professione dell’Ordine degli psicologi del Veneto. Riguardano presunte irregolarità nell’esercizio di attività di tipo psicologico e psicoterapeutico. Di queste, in particolare, 25 hanno riguardato l’usurpazione del titolo; 15, l’esercizio abusivo della professione; quattro, il plagio; e sei presunti laureati operanti nel settore esoterico. Per una quarantina di segnalazioni dovrà essere accertato il superamento dei confini professionali da parte di figure differenti dallo psicologo e dallo psicoterapeuta, ovvero da logopedisti, pedagogisti clinici, counselor, coach, reflector, psicofilosofi e psicopedagogisti. «I casi all’esame della commissione rappresentano la punta dell’iceberg di un fenome no che vede la professione fra le più usurpate, minacciata da una schiera di abusivi, che possono andare, nella "migliore" delle ipotesi, da figure professionali specialistiche di altro tipo, prive dei requisiti, fino all’attività dei cosiddetti maghi e alle psicosette», denuncia il presidente dell’Ordine regionale, Mar- co Nicolussi.
«Il quadro è tanto più grave poiché, se da un lato viè la lesione del legittimo interesse della nostra categoria, che l’Ordine ha il mandato di tutelare – prosegue – dall’altra, viene calpestato il diritto dei cittadini di accedere a professionisti capaci di fornire prestazioni realmente utili, nel rispetto del codice etico deontologico e della riservatezza professionale». Infatti, avverte Stefania Vecchia della commissione Tutela, «prestazioni erogate da non professionisti possono portare a conseguenze negative e ad aggravamenti sullo stato psicologico pregresso e posteriore all’intervento. A un trat- tamento inadeguato sul piano terapeutico può aggiungersi l’umiliazione di essere stati truffati».

L’esercizio della professione di psicologo è riservato solo agli iscritti, dopo un iter abilitativo che comincia con la laurea, passando per un periodo di tirocinio e un esame di Stato. Per questa ragione, l’attribuzione del titolo e l’esercizio di attività professionali da parte di non detentori del titolo costituiscono usurpazione e abusivismo, ovvero attività illecite da combattere. Il primo provve- dimento preso per arginare il fenomeno riguarda la pubblicazione dell’albo on line (www.ordinepsicologivene- to.it) sul sito degli psicologi veneti. «Dalla sezione è possibile accedere al data base degli iscritti anche con un solo dato, ad esempio il cognome. Ciò consente di verificare la professionalità di chi offre consulenze psicologiche 24 ore su 24. È inoltre possibile verificare i nominativi degli iscritti agli albi delle altre regioni collegandosi al sito www.psy.it», aggiunge Fede- rico Zanon, coordinatore della commissione Comunicazione dell’Ordine. Se invece si intende effettuare un controllo dei requisiti dello psicoterapeuta cui si intende rivolgersi, è possibile verifica- re l’iscrizione all’albo degli psicologi o a quello dei medici, collegandosi al portale della federazione nazionale Fnomceo.
E comunque gli psicologi veneti invitano a diffidare da presunti professionisti del settore che si fanno pubblicità poco probabile . «Ad esempio da qualche giorno all’università di Padova sono ricomparsi affissi ai muri i volantini di un sedicente indagatore dell’incubo che curerebbe disturbi d’ansia», denuncia il presidente. Anche la Cassazione con la sentenza dell’11 aprile rafforza la campagna degli psicologi veneti, sostenendo che la psicanalisi può essere praticata solo da laureati in psicologia e psichiatria. «Precedentemente la Suprema Corte era intervenuta anche sulla pratica dell’ipnosi, consentita solo a psicoterapeuti», conclude Nicolussi. 

REINTRODUZIONE FINO AL 31.12.2015 DELL’ABROGATO REGIME DEI CONTRIBUENTI MINIMI!!

La Camera dei Deputati ha dato il via libera al Ddl di conversione del D.L. n. 192/2014, ridando nuova vita al regime dei minimi (regime fiscale di vantaggio di cui all'articolo 27, commi 1 e 2, del dl n. 98/2011). Il regime dei minimi (imposta sostitutiva del 5% su compensi annui non superiori a 30.000€) torna quindi nuovamente opzionabile in sede di apertura della partita iva, dopo che la legge di Stabilità per il 2015 (legge 190/2014) ne aveva decretato la definitiva soppressione a far data dal 31 dicembre 2014. Il regime dei minimi torna quindi ad essere una valida alternativa al nuovo regime forfetario introdotto dalla legge di Stabilità 2015 (imposta sostituiva del 15% su compensi annui non superiori a 15.000€).
La novità ovviamente interessa coloro che hanno aperto o apriranno una partita iva nel periodo intercorrente tra il 01.01.2015 e il 31.12.2015, nulla cambia invece per coloro che hanno cessato il regime dei minimi con il 31.12.2014 per effetto del decorso del primo quinquennio di attività o di compimento del trentacinquesimo anno di età, per tali soggetti infatti, non è contemplata nessuna reviviscenza del vecchio regime fiscale.
Si attendono ora chiarimenti dagli Uffici Finanziari in ordine alle modalità operative da adottare per coloro che, avendo aperto la p.iva nel corso dei primi due mesi del 2015, e avendo opzionato il regime forfettario o fossero necessariamente ricaduti nel regime ordinario, volessero ora modificare la propria scelta.
Da ultimo pare il caso di segnalare che la posizione assunta dall’Agenzia delle Entrate in occasione di Telefisco e formalizzata con la pubblicazione della circolare n. 6/E del 19 febbraio u.s., che decretava l’impossibilità di aderire al regime dei minimi per coloro che avessero aperto la p.iva in chiusura dell’anno 2014 senza aver iniziato effettivamente l’attività entro il 31/12/2014, pare ora priva di qualunque valenza attesa la proroga al 31.12.2015 del vecchio regime fiscale. Ne deriva che coloro che hanno aperto p.iva in chiusura dell’anno 2014, potranno comunque godere della vecchio regime fiscale dei minimi anche se hanno di fatto iniziato l’attività solo nel corso del 2015.
Il tutto, in attesa di un riordino complessivo della disciplina da definire in sede di attuazione della delega fiscale.

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