"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

Uno sguardo esperto sulla dislessia


Dott.ssa Mina Marseglia
Assistente Sociale e Pedagogista


Prima di iniziare a dare il mio contributo volevo ringraziare la Dott.ssa Laura Brunetti e il Dott.Angelo Siciliano per avermi offerto
l’opportunità di poter esprimere attraverso questo blog le mie opinioni professionali e non e condividerle con voi tutti. Un grazie di cuore!





Vorrei partire parlandovi della Dislessia, scrivere su di una tematica così vasta e piena di variabili non è semplice, per cui mi limiterò ad una descrizione del disturbo in modo da poter offrire alcuni utili suggerimenti per affrontare il problema. Vorrei condividere queste informazioni con chi nella pratica professionale deve affrontare tutti i giorni le fatiche dell’aula, mi rivolgo anche a tutte le figure professionali che nel proprio lavoro si relazionano con bambini di età pre-post scolastica, per sottolineare, appunto , l’efficacia di una diagnosi precoce di questi casi, senza dimenticare ovviamente i genitori che sono fondamentali per la  crescita ed educazione dei figli. La dislessia venne finalmente riconosciuta come disturbo dell’apprendimento solo nel 2010 (una data abbastanza recente) con la Legge 8 ottobre 2010 n°170 , che va ad inserirla nel DSM-IV come categoria a sé, raggruppando con l’acronimo DSA , la dislessia, la disgrafia, la disortografia, ed infine la discalculia.
Nello specifico si tratta di un disturbo che non permette una completa autosufficienza nell’acquisizione dei contenuti didattici poiché le difficoltà, appunto come appena detto, si sviluppano sull’attività di trasmissione della cultura, come la lettura, la scrittura ed il calcolo,  a queste si aggiungono anche le disabilità visuo-spaziali. La particolarità di tale disturbo è che si verifica in soggetti con un’intelligenza e caratteristiche fisiche e mentali nella norma, ossia in assenza di deficit sensoriali e neurologici. In altre parole i soggetti colpiti non sono privi delle facoltà intellettive, tuttavia, manca loro un canale che permette l’acquisizione dei contenuti.
Durante la mia esperienza nella scuola pubblica, ho potuto constatare come spesso questi disturbi possano essere non solo sottovalutati ma addirittura scambiati per semplice pigrizia o inerzia da parte dello sfortunato scolaro il quale finisce per diventare non solo un peso per l’insegnante, ma anche, a causa della sua iperattività e disorganizzazione, finisce per diventare un elemento di disturbo  all’interno del contesto classe e di conseguenza emarginato dai suoi stessi compagni ai danni della sua autostima. Di fatto, se un DSA non viene adeguatamente riconosciuto, le frustrazioni conseguenti alle difficoltà di apprendimento possono ridurre il livello dell’autostima nell’alunno e aumentare il rischio psicopatologico di disturbi emotivi e psicologici, si aggiunge anche il pericolo che il bambino inizi a demotivarsi e ad investire sempre meno energie in ambito scolastico.
Quindi cosa fare per riconoscere il problema? Come sempre sottolineo l’importanza di un intervento globale, che impieghi tutte le risorse presenti a partire dalle persone e in primis la famiglia, la scuola e gli operatori integrati dalle conoscenze e non solo pedagogiche, psicologiche e didattiche ma anche legislative, perché la famiglia deve essere informata sui propri diritti e rinforzata infine dagli strumenti idonei da utilizzare nella prassi quotidiana. Si parla, a tale proposito, di strumenti compensativi in quanto permettono di compensare una debolezza funzionale attraverso il supporto di software dotati di sintesi vocali e programmi di videoscrittura, calcolatrice, tabelle e formulari. È importante tenere a mente che l’obiettivo di tali misure non deve essere quello di “guarire” il bambino dal disturbo (perché non è ammalato!), ma di aiutarlo a ridurne gli effetti, predisponendo una modalità di apprendimento più adatta alle sue caratteristiche. Per facilitare l’apprendimento è necessario lavorare sull’ empowerment, cioè far leva sulle sue capacità residue tenendo conto dell’individualizzazione dell’intervento, poiché ogni bambino presenta delle caratteristiche a sé, diverse dagli altri, potenziando allo stesso tempo un immagine di sé positiva.
In sintesi, la qualità dell’intervento si fonda su di un lavoro di rete che mette in relazione famiglia, scuola e ambiti sociali. La scuola, in particolare svolge una prima funzione di filtro attraverso la vigilanza attiva dell’insegnante, mentre la famiglia ha il duplice ruolo di accogliere con consapevolezza i suggerimenti avanzati dal corpo docente ed in seguito di sostenere il proprio figlio durante tutto l’iter riabilitativo. La famiglia va dunque costantemente sostenuta ritrovando nell’insegnante un alleato piuttosto che un giudice con cui condividere lo stesso percorso, perché, il vero nemico per i dislessici non è la scuola in sé, né i servizi sanitari, né la società in generale; il nemico èl’ignoranza sul problema e la mancanza di collaborazione e di alleanza per uno scopo preciso.”
Dott.ssa Mina Marseglia

IL MUSEO DELL'EDUCAZIONE PER LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI


Il Museo dell’Educazione dell'Università di Padova, che festeggia i suoi primi vent’anni di vita, partecipa all’evento “La Notte Europea dei Ricercatori” che il 27 settembre torna a rappresentare un’occasione straordinaria per avvicinare, in modo divertente, il pubblico di ogni età al mondo della ricerca, per aprire uno spazio di incontro e dialogo con i cittadini e per sensibilizzare i giovani alla carriera scientifica. 
All’apertura straordinaria al pubblico dalle ore 16:30 alle 22:00 si aggiunge l'organizzazione di laboratori e visite guidate coordinate da giovani ricercatori del Dipartimento ad ingresso gratuito ma su prenotazione.
Visite guidate
Laboratorio Creativo (17:00) condotto da alcune allieve del prof. Roberto Pittarello – corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria – per bambini dai 5 agli 11 anni:
Laboratorio Equilibrando (17:30) in collaborazione con il MUS.BA.PA. (Museo dei Bambini di Padova) per bambini dai 5 agli 11 anni:
Adolfina De Marco animerà le visite con letture pertinenti al tema della serata.

Il Museo dell’Educazione dell’Università degli Studi di Padova venne istituito nel 1993 con lo scopo di tutelare, acquisire, studiare ed esporre tutti i beni culturali relativi alla storia dell’educazione. Voluto allora dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione, nel 2012 è entrato a far parte del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA). I materiali raccolti, in prevalenza risalenti al XIX e al XX secolo, provengono da tutte quelle istituzioni (scuola, famiglia, palestra, parrocchia…) e sono relativi a tutti quei momenti (studio, tempo libero, gioco…) che concorrono alla formazione dell’individuo nell’arco di tempo che va dalla nascita all’ingresso nella vita adulta. Vi sono quindi arredi scolastici e sussidi didattici, quaderni e giocattoli, abiti e fotografie, libri di testo e di narrativa, diplomi e pagelle. Come si vede, si tratta di un materiale eterogeneo, ma coerentemente selezionato per offrire, innanzitutto agli studiosi, la possibilità di attingere ad una documentazione un tempo ritenuta minore, ma in grado di diventare invece strumento vivo di conoscenza del passato.
Dal momento della sua costituzione ad oggi il Museo ha continuamente incrementato il proprio patrimonio attraverso acquisizioni dalle scuole o da altre istituzioni educative ma anche attraverso numerosissime donazioni da parte di privati che hanno generosamente offerto documenti e oggetti. Il Museo è oggi particolarmente impegnato nella raccolta di quaderni scolastici relativi a epoche e scuole diverse; spesso dimenticati in vecchi cassetti o abbandonati in cantina essi possono passare da ricordi privati a tasselli della memoria collettiva. Il Museo, che da anni partecipa a progetti di ricerca nazionali e internazionali, ha promosso varie iniziative espositive, collabora con i Servizi Educativi del Comune di Padova e realizza percorsi didattici per le scuole di ogni ordine e grado.

Per informazioni
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Ciao a tutti, il rientro dalle vacanze non é stato facile per me, vi assicuro che in relax si sta meglio, ma sono quasi pronta a ripartire!

Il vostro rientro dalle ferie é stato difficile?
Siete tornati più stressati di prima...tranquilli é in preparazione il nuovo video su Tviweb!
Grazie per le e-mail che mi sono arrivate con consigli e richieste di video, non mancherò a rispondere   e a proporre le vostre idee!
Continuate a scrivermi al mio indirizzo mail: brunelaura@yahoo.it é importante conoscere la vostra opinione.

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