"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

Studenti, al via il test sulle competenze generaliste


In questi giorni a un gruppo selezionato di studenti dell'università di Padova viene richiesto di partecipare al Progetto Teco, un test per valutare le proprie capacità di ragionamento analitico, soluzione dei problemi e comunicazione. A essere contattato via mail è un campione di iscritti al terzo anno e primo anno fuori corso delle lauree triennali, e al terzo e quarto anno delle lauree a ciclo unico, tutti in possesso di un numero minimo di crediti formativi. Gli studenti selezionati sceglieranno attraverso il portale Uniweb data e ora in cui eseguire il test, che verrà svolto via web. L'iscrizione dovrà poi essere completata compilando il modulo disponibile all'indirizzohttp://www.universitaly.it/teco.php. La prova si articola in due parti: una domanda cui rispondere per esteso e una serie di quiz a risposta multipla. Per partecipare non serve una preparazione specifica e il risultato della singola prova sarà conosciuto solo dallo studente che l'ha effettuata. Gli studenti che completeranno il test riceveranno un'attestazione di partecipazione e, su richiesta, un certificato che riporterà il risultato conseguito.
Il Progetto Teco, ideato dall'Anvur, coinvolge oltre a Padova altri 11 atenei italiani. Le competenze "generaliste" individuate dalla prova, non legate alla conoscenza di specifiche discipline, sono particolarmente apprezzate nel mondo del lavoro, tanto che il Foreign Office britannico da decenni utilizza test su competenze "generaliste" per selezionare il personale, all'inizio e durante le varie fasi della carriera. Ma far emergere le capacità degli studenti in ragionamento analitico, soluzione dei problemi e comunicazione ha anche l'obiettivo di contribuire al miglioramento della qualità didattica, dal momento che i risultati verranno analizzati dalla comunità universitaria e dagli operatori del mondo delle professioni per elaborare nuove proposte formative e pratiche didattiche.

Il Medioevo Profilo di un millennio Alfio Cortonesi Capitolo 7.


Capitolo 7 L’Impero Carolingio


Nel VI sec con l’indebolimento del potere regio, a seguito delle lotte di successione, ha iniziato ad avere sempre più potere la carica di maggiordomo, che da quel momento passò a designare i 3 funzionari posti dai sovrani a capo dell’amministrazione dei e regni ( Neustria, Austrasia, Burgundia). Dopo la morte di Dagoberto l’egemonia politica passò nelle mani della Neustria che riuscì ad imporsi sull’Austrasia, ( dove però si stava affermando una dinastia di maggiordomi, nata dal matrimonio tra il figlio del vescovo di Metz e la figlia del maggiordomo Pipino di Landen). Questa dinastia di maggiordomi riuscì a rendere ereditaria questa carica e poterono così disporre di un vasto patrimonio regio. Si avvalsero dell’istituzione del Vassaticum (simile alla commendatio romana: contratto in base al quale un uomo libero senza mezzi di sostentamento si “raccomandava” ad un grande proprietario terriero mettendosi sotto la sua protezione ed impegnandosi all’obbedienza, in cambio riceveva un beneficium = concessione temporanea di un bene fondiario).
A consolidare il destino della dinastia fu il figlio di Pipino, Carlo Martello che riuscì a respingere una pericolosa offensiva degli Arabi sconfiggendoli a Poitiers (732). Divenne così:
-difensore della Cristianità in tutta la Gallia
-favorendo i suoi progetti di restaurazione del dominio franco in Germania
-sottomise i ducati di Alemannia e Baviera
-incoraggiò l’evangelizzazione di nuove terre
- si comportava a tutti gli effetti come un re.
Alla morte del sovrano Teodorico IV, Carlo Martello lasciò il regno vacante. Il figlio di C.Martello, Pipino il breve, si assicurò l’appoggio del papato,( che si trovava in rotta con Bisanzio ed era minacciato dai Longobardi), depose il re, si fece consacrare dal Papa,( anche la famiglia),  conferendo una sorta di sacralità a lui e tutta la stirpe.

Carlo Magno

Il suo regno durò 45 anni.
Le battaglie più importanti:
Contro i Sassoni, al di là del Reno, una battaglia durata 30 anni, li sottomise e li fece convertire al Cristianesimo. Furono incorporati nel regno e rispettate le loro consuetudini, scritte nella Lex Sassonica.
Contro gli Avari, (una popolazione nomade che si era stanziata sulla pianura de Danubio),
Contro gli Arabi in Spagna, famosa è la disfatta di Roncisvalle, (la retroguardia di Carlo Magno cade in un’imboscata, viene ucciso il prefetto della marca di Bretagna, Rolando), l’esercito di Carlo Magno riuscì comunque a creare nella Catalonia la Marca Hispanica, che difese la Gallia dalle incursioni Saracene.
Contro i Longobardi in Italia.
Nell’800, la notte di Natale Carlo Magno fu incoronato imperatore del sacro romano impero.

Differenze tra i due Imperi Romani

Antico Impero Romano, il centro politico era il mediterraneo, la città era il centro di aggregazione, l’economia era basata sul mercato, concezione romana dello stato.
Attuale Impero Romano
Il centro politico era l’Europa continentale, il centro di aggregazione era la campagna, l’economia era rurale, i rapporti erano personali tra il re ed i suoi vassalli.

Organizzazione amministrativa

Il territorio, diviso in Distretti Territoriali era affidato ai Conti (contee), che appartenevano a famiglie aristocratiche e dipendevano direttamente dal sovrano. I conti amministravano la giustizia, convocavano e guidavano l’esercito. Alle frontiere vennero istituiti i Ducati (abitati in genere da persone con spiccata identità nazionale), e le Marche ( connotate da forte organizzazione militare, comandate dai funzionari che si riunivano una volta all’anno con il re). Il Palatinum era la sede del governo regio, i conti palatini avevano funzioni giudiziarie, l’Arcicapellano era incarica della redazione e conservazione dei documenti del sovrano.
L’Immunità era nata principalmente per tutelare gli enti ecclesiastici dagli abusi dei funzionari regi, e consisteva nel privilegio di non far entrare i funzionari nelle terre ecclesiastiche.
Schola Palatina e Minuscola carolingia ( pag 93)
Alla morte di Carlo Magno succede Ludovico il Pio, che divide il regno tra i suoi tre figli, che lottano contro il padre perché vuole dare una parte di regno al figlio illegittimo Carlo.
843 Trattato di Verdum = Carlo parte occidentale, Ludovico orientale, Lotario parte di mezzo.
Difficile tornare al regno che c’era prima perché l’aristocrazia si rese sempre più potente e usurpò i poteri pubblici. L’impero Carolingio fu smembrato.
scritto da Laura Brunello

Il Medioevo Profilo di un Millennio- Alfio Cortonesi Cap.5




Capitolo 5 I Longobardi ( ci troviamo nel VI sec)

I Longobardi provenivano dalla Pannonia, (attuale Ungheria), furono federati dell’Impero sotto Giustiniano, riuscirono a mantenere intatti i loro assetti politici e sociali perché interagirono poco con il popolo Romano.
I Longobardi irruppero in Italia (VI sec), operando sotto la guida dei Duchi, conquistarono, Friuli, Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, più a sud crearono i Ducato di Spoleto e Benevento.
La struttura sociale del popolo Longobardo
Vi era il Re che era il capo militare di un popolo-esercito, gli Arimanni avevano il diritto-dovere delle armi, ed eleggevano direttamente il re. Gli Aldi  avevano una certa autonomia d’azione soprattutto nella sfera economica. I servi non avevano diritti, si occupavano del lavoro agricolo e pastorale. La Fara era un insieme di famiglie che era alla base dell’organizzazione sociale ed era fondamentale nelle fasi di migrazione e nella vita militare.

La conquista dell’Italia

La violenza con la quale furono occupati alcuni territori Italiani, segnò la fine delle strutture sociali-politiche della società romana. L’aristocrazia romana fu sterminata, le terre date ai duchi, la popolazione ridotta in schiavitù. La campagna divenne il centro della vita economica e sociale, mentre le città decaddero perché l’amministrazione romana fu spazzata via.
Alboino che aveva condotto i Longobardi alla conquista dell’Italia morì vittima di una congiura, gli successe Clefi, dopo la sua morte per 10 anni i duchi non elessero nessun re. Con il rischio di perdere il potere che era troppo frazionato, elessero un nuovo re Autari, ( figlio di Clefi). Il potere regio con Autari si rafforzò, anche per cessione da parte dei Duchi di gran parte dei territori. Ad Autari successe Agilulfo, ( a moglie teodolinda era la stessa di Autari), che grazie all’amicizia della moglie Teodolinda con il papa Gregorio Magno, portò il popolo Longobardo alla conversione al Cristianesimo. Il regno Longobardo si strutturò in ducati, ciascuno sottoposto all’autorità di un duca, e costituito attorno ad una città ubicata lungo una delle maggiori vie di comunicazione. I gastaldi amministravano i beni del fisco regio. L’editto di Rotari (643) testimonia l’incontro di due culture, si scrivono le leggi e consuetudini del popolo.

VIII Maturità e caduta dell’Impero Longobardo

727 Re Liutprando invade i territori dell’Esarcato e della Pentapoli, ( Bizantini), interviene il Papa, il re Longobardo di fede Cattolica restituisce il castello di Sutri, non ai Bizantini ma al Papa. Questo pone le basi per il potere temporale della Chiesa.
751 Re Astolfo torna ad invadere nuovamente i territori Bizantini, il Papa sancisce un’alleanza con il popolo dei franchi, Pipino sconfigge i Longobardi e le terre vengono date al Papa.
774 Re Desiderio invade le terre Bizantine, Carlo Magno interviene e sottomette i Longobardi alla dominazione Franca. Solo il ducato di Benevento resiste come ultimo dominio Longobardo.

scritto da Laura Brunelli


Il Medioevo Profilo di un millennio Alfio Cortonesi


Capitolo 1° Il Tramonto dell’Impero di Roma


Per convenzione si fa risalire l’inizio del Medioevo con la fine dell’Impero Romano d’Occidente, nel 476 con la deposizione di Romolo Augustolo da parte dello sciro Odoacre che governò per 13 anni con il titolo di Patrizio in nome dell’Imperatore d’Oriente. Odoacre ebbe un difficile regno tra popolazione latina e germanica, successivamente Odoacre sarà conquistato da Teodosio ( re degli Ostrogoti, chiamato in Italia dall’Imperatore del regno d’Oriente, Zenone).        
Nel 200 l’Impero Romano ( che continuò a chiamarsi Res Publica anche ai tempi di Diocleziano e Costantino) era molto vasto, comprendeva tutti i territori che si affacciavano sul Mediterraneo, compresi quelli Africani, arrivava nell’Europa occidentale fino alla penisola Iberica ed al Vallo di Antonino, ad oriente fino alla Mesopotamia e ai territori settentrionali dell’Arabia. Il confine orientale era definito dal Reno e dal Danubio.
Questo impero molto vasto era tenuto insieme da un’amministrazione forte che portava in tutti i territori conquistati la presenza di Roma, facendone rispettare le leggi, vi era un fitto sistema stradario per permettere il passaggio attraverso tutti i territori dell’Impero, la lingua ufficiale era il latino, vi era libertà di culto ma ogni cittadino doveva riconoscere il dominio dello stato. Le popolazione erano sottomesse con la forza delle armi, della cultura e del diritto romano.
Nel III secolo entra in crisi l’Impero, ma riuscì a sopravvivere per altri 2 secoli, grazie alle riforme di Diocleziano prima e Costantino poi. L’origine della crisi del III secolo si fa risalire alla nuova ondata di attacchi da parte delle popolazioni barbare e persiane. L’esaurirsi del fattore propulsivo costituito dalle guerre di conquista. L’incremento della spesa pubblica, dovuta alla difesa dei confini, le spese sempre più elevate per il funzionamento della macchina statale  che diventava sempre più articolata. La popolazione iniziò a spopolare le campagne che non erano più sicure a causa degli attacchi dei Barbari e dei Persiani, vi fu la peste che decimò la popolazione, cadde la produzione agricola, gli scambi commerciali non erano più sicuri, quindi arrivavano sempre meno merci ed erano più costose, caos monetario. La Villa Romana ebbe un mutamento a causa della diminuzione degli schiavi i proprietari si trovarono a dover concedere dei piccoli terreni ai coloni liberi. Sempre più la Villa aveva un’organizzazione bipartita (una parte al proprietario, una parte di territori affidata ai coloni liberi), molti piccoli proprietari terrieri, a casa delle continue invasioni, si facevano “proteggere” dagli esponenti dell’aristocrazia detentori di ville sempre più fortificate.

Le riforme di Diocleziano ( proclamato imperatore dall’esercito)

Nel tentativo di resistere alla crisi dell’impero, Diocleziano trasformò lo stato in assolutista e burocratico. Legò ogni cittadino all’esercizio del mestiere paterno, per evitare l’abbandono delle campagne. Impose molte tasse, esautorò la classe senatoria del suo potere, che si ritirò nelle Ville. Mise un governo a quattro (tetrarchia), 2 Cesari e 2 Augusti, che si sarebbero dovuti succedere. Fece una riforma amministrativa, divise il territorio in 4 prefetture, ( Illirico, Italia, Gallia, Oriente), 12 diocesi e 101 province. Rese ereditaria la professione del soldato, perseguitò aspramente i Cristiani, perché erano visti come sovversivi per i loro legami con il popolo dei giudei (in perenne ribellione con Roma), e perché riconoscendo un solo Dio respingevano il culto dell’Imperatore.
Nel 305 i due Augusti non abdicarono in favore dei 2 Cesari, questo portò ad un conflitto militare che vide prevalere, Licinio e Costantino, e poi solo Costantino.

Le riforme di Costantino

Costantino vide che la religione Cristiana nonostante le persecuzioni contava sempre più fedeli, così decise di rendere la libertà di culto ai Cristiani nel 313 (editto di Milano) e poi nel 380 (Editto di Tessalonica) diventa la religione di Stato. La libertà di culto ai Cristiani, la restituzione delle loro terre, l’istituzione di chiese, fu una mossa politica di Costantino, che decise di usare la religione come forma di controllo ideologico delle masse. Il Cristianesimo professava il sacrificio in terra e la salvezza per tutti, questo serviva in un momento di crisi economica dello Stato. Costantino fece una riforma monetaria, ( trimetallismo: bronzo, argento, oro), trasferì la capitale da Roma ad una città sul Bosforo, Bisanzio che chiamò Costantinopoli.
Dopo la morte di Costantino, l’impero fu ancora unificato sotto Teodosio I e infine fu diviso tra i suoi due figli ( Oriente Arcadio/Occidente Onorio).
In realtà già le riforme di Diocleziano portarono ad una divisione, se non scritta ma manifesta dell’Impero, che negli anni poi si accentuò.
L’Impero d’Oriente, aveva conservato un’economia in sviluppo, era uno stato solido con un forte apparato burocratico, dato dalla fedeltà alla burocrazia ed una forte avversione per il mondo germanico. La Chiesa era integrata nello Stato.
L’Impero d’Occidente, non si era più sollevato dalla crisi economica, l’autorità statale si andava dissolvendo, la Chiesa era più autonoma dal potere imperiale e si era troppo aperto alle contaminazioni con le popolazioni barbariche.

La fine dell’Impero Romano d’Occidente

Con gli inizi del V sec divenne incontenibile la spinta esercitata dalle popolazioni barbariche, nel 406 i Visigoti sotto la guida di Alarico fanno il 1°sacco di Roma, ( per tre giorni invadono e saccheggiano la città), rapiscono la sorellastra dell’imperatore Onorio, Gallia Placida.  Con la morte di Alarico, i Visigoti si stanziano in Gallia. (Gallia Placida fu data in sposa ad Ataulfo).
Con la morte di Onorio, succede la sorella Gallia Placida, i confini dell’impero si restringono sempre di più. Svevi, Alani, Visigoti, Vandali, prendono ai Romani la Gallia Meridionale, penisola Iberica e province dell’Africa.
455 Vandali fanno il 2°sacco di Roma, sotto il comando di Genserico.
Nel 476 lo Sciro Odoacre depone l’ultimo imperatore romano e pone fine all’Impero Romano d’Occidente.
scritto da Laura Brunelli

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scritto da Brunelli Laura

Esercizio fisico aumenta la memoria?


Sempre più ricerche confermano che l'esercizio fisico non si limita a rinforzare i muscoli e a prevenire le malattie cardiovascolari, migliora anche le prestazioni mentali ed aiuta a prevenire malattie del cervello. I benefici più evidenti sono quelli legati alla memoria, la prima funzione cerebrale a "perdere colpi" (comincia a decadere dai 25 anni in poi), come dimostra uno studio condotto alla Columbia University. Messe a confronto le persone sedentarie con quelle che svolgono attività fisica regolare si vede che quest'ultime sono più brave nelle prove di memoria. Questo dato viene confermato anche dalle analisi strumentali, che mostrano la nascita di nuove cellule nell'ippocampo. (Ippocampo: struttura del cervello che controlla la memoria e l'apprendimento, permettendo di immagazzinare nuove informazioni e di formare nuovi ricordi).
L'esercizio fisico ha quindi sul cervello effetti  superiori a quelli che si pensava un tempo. Ogni volta che si contrae e si rilascia un bicipite, infatti, vengono prodotte sostanze chimiche che oltrepassano la barriera ematoencefalica (la "cortina" che separa il cervello dal circolo sanguigno) e qui stimolano la produzione del BDNF (fattore neurotrofico cervello-derivato). Quest'ultimo contribuisce alla "neurogenesi" (la nascita di nuove cellule cerebrali) e allo sviluppo di nuove connessioni tra un neurone e l'altro.
La memoria sembra non essere la sola a ricevere benefici dall'attività sportiva; una ricerca condotta all'Università dell'Illinois dimostra che l'esercizio fisico (in particolare quello aerobico, come le camminate, la corsa, la bicicletta) stimola i lobi frontali, la sede delle funzioni esecutive (è qui che si prendono decisioni, si pianificano le varie attività, si "ragiona"). Anche in questo caso le analisi strumentali, ( risonanza magnetica) confermano l'ipotesi, A. Kramer dice che l'attività fisica aumenta il flusso sanguigno in queste regioni, inoltre migliora la capacità di concentrazione: aiuta cioè a ignorare le informazioni distraenti quando si esegue un compito".
Laura Brunelli

L'idea di Medioevo ...fra storia e senso comune

Dal libro di Giuseppe Sergi, ho voluto riassumere i concetti che ritengo importanti per capire bene questo scritto, bello ed importante per meglio comprendere un'epoca storica così controversa.


L'idea negativa legata al periodo Medioevale, emerge in prevalenza dalle riflessioni degli umanisti, animati dalla speranza di una nuova era di rinascimento culturale e complessiva ripresa.
Quest'idea sbagliata si ha anche dalla crisi del '300 e dalla deformazione prospettica sul passato.
Alcuni esempi di deformazione prospettica sono legati all'idea dell'alimentazione Medioevale, pochi lo sanno ma nell'Alto Medioevo ( V-X) si mangiava molta carne, mentre nel Basso Medioevo ( X-XV) vi erano in prevalenza zuppe  a base di cereali. Altro esempio di deformazione prospettica si ha con il termine "feudalesimo", che è stato coniato nell'età Moderna.
Gli intellettuali di diversi ambiti culturali usarono molte definizioni di Medioevo; media aetas, media tempora, media tempestas, middle age...poi la fortuna di un aggettivo, (medioevale), ha determinato il successo della definizione da cui esso traeva origine: medio evo.
Nel 1550 lo storico Vasari cominciò ad usare la periodizzazione tripartita, età antica, erà medioevale, età moderna. La periodizzazione è un'operazione culturale volta a dare ordine al passato, dividendolo in periodi più o meno lunghi. L'idea negativa associata al Medioevo è legata proprio alla periodizzazione infatti inizia con il V sec, ( 476 deposizione di Romolo Augustolo) epoca in cui cade il famoso e glorioso impero Romano e si conclude, ( XV sec), con gli ultimi due secoli di carestie, processi di ridefinizione territoriale ecc. Gli storici però ricordano che il Medioevo é durato ben 1000 anni che non sono stati tutti uguali e nemmeno tutti negativi. Gli umanisti contribuirono all'idea negativa di Medioevo, lodando i poeti del periodo antico, stimando gli emanuensi, ( coloro che salvarono le opere greche e latine e le fecero giungere ai giorni nostri ricopiandole pazientemente). Nel '700 gli illuministi continuarono  a contribuire alla fama negativa del Medioevo perché per loro tutto ciò che non era ragione, libertà ed uguaglianza, era sbagliato. Criticavano aspramente la grande superstizione  delle persone medioevali. Nell '800 ci fu una rivisitazione più positiva dell'epoca Medioevale, la superstizione ad esempio non fu condannata, ma ne furono esaltati gli aspetti magici e fiabeschi. (Nell'800 ci fu uno studio approfondito del medioevo per ritrovare le radici del popolo tedesco). Si ipotizzò che l'Europa sarebbe stata migliore se le popolazioni germaniche non avessero dovuto scendere a patti con civiltà troppo diverse da loro. Si parla di Comunismo Primitivo dei villaggi germanici e quest'idea influenzò Marx ed Engels impegnati ad interpretare il Medioevo come grande teatro delle forme economiche pre-capitaliste.
L'idea di fondo fu che il mondo Romano anche se sconfitto avrebbe tentato e corrotto con il possesso fondiario i primi germani, ( questo si è visto oggi essere indimostrabile, ma nell'800 no).
Il contributo importante che ha portato la medioevalistica tedesca è l'idea che ogni elemento della storia possa avere diverse manifestazioni a seconda della civiltà in cui si realizza.
L'Europa post-carolingia é un vasto territorio a prevalente tradizione carolingia ma non per questo è caratterizzato dal dominio assoluto del solo popolo Franco. Vi sono due grandi ambiti culturali; il regno dei franchi dove vi è l'incontro tra le popolazioni latino/germaniche e la prevalenza della cultura latina, e il regno teutonico, dove l'incontro tra due culture diverse vede prevalere quella germanica. Risulta sbagliato dire che l'Europa del tempo é sotto la dominazione franca, è invece poliedrica. Le crociate svolgono rispetto all'identità Europea una funzione contraddittoria, da un lato sottolineano il limite oltre il quale non vi é Europa, (enfatizzano la diversità dal mondo islamico), mentre dall'altro agevolano la circolazione di questo termine che ne esce rinforzato. Tra  XI - XIII sec il termine Europa non ha tutto questo successo, hanno più importanza il Sacro Romano Impero e le idee nazionali, mentre nel XIII riprende il concetto d'Europa in concomitanza con la paura dei Mongoli. La vera idea di Europa, come quella attuale nasce tra il '300 ed il '400.
E' vero che quasi tutti i grandi latifondi alto medioevali furono organizzati in curtes: sviluppo delle antiche villae romane e si fondavano sul principio della conduzione mista delle terre: di una parte si occupava direttamente il grande possessore ( par dominica), e l'altra era frazionata ed affidata ai coloni ( pars massaricia). Nel dominico il padrone usava prevalentemente il lavoro dei servi, il ricorso a manodopera salariata era molto raro. I coloni della parte massaricia pagavano l'affitto con quote di prodotto o denaro e fornendo un certo numero di giornate di lavoro nelle terre del dominico. Queste giornate di lavoro erano chiamate curvées, grazie a queste il padrone poteva impiegare una forza di lavoro esigua integrandola con le prestazioni provenienti dai coloni, ed è questo l'elemento caratterizzante del sistema curtense. Per secoli vi fu l'idea che il sistema curtense fosse un sistema "chiuso", autosufficiente. Quest'idea non risulta vera, in linea teorica si suggeriva agli amministratori di perseguire obiettivi di autosufficienza, ma questi raramente erano possibili.
Per quello che riguarda la Chiesa, possiamo dire che l'opulenza dei monasteri significava disciplina spirituale, infatti mostrava che si era rimasti attendibili spiritualmente e dunque si erano attirate molte donazioni. I monaci medioevali erano dei laici che avevano deciso di condurre una vita di preghiera all'interno di una comunità, seguendo una regola monastica, ( la più diffusa era quella Benedettina, ora ed labora). I frati invece non ubbidivano ad una regola monastica ma a nuove regole fondate sull'impegno socio-religioso nel mondo, ( francescani e dominecani). Fino al XI sec il Papa era solo il vescovo di Roma, che aveva un primato d'onore ma non governava la Chiesa, dopo il XII sec il Papa diventò il capo assoluto di tutta la cristianità Cattolica. Il grande successo di Papa Gregorio VII fu quello di fare una riforma della chiesa trasformandola in accentrata e monarchica. Per tutto l'alto medioevo ( V-X), fin dopo il 1000 i vescovi pur non essendo ufficiali del re erano personaggi di sua fiducia, perciò si poteva tollerare che nelle zone da loro condizionate non potessero entrare i conti, questa era l'immunità. Il districtus era il diritto di punire, portare in tribunale e chiamare alle armi che avevano i vescovi, oltre all'immunità.
Veniamo ora all'età comunale, é importante sottolineare che non supera quella feudale, ma convivono. I comuni cittadini, restano vassalli del re ( dopo l'accordo con il Barbarossa), e signori del contado. Il Barbarossa infatti "incorpora" questo nuovo tipo di organismo collettivo lasciandogli gli introiti fiscali ma facendo diventare i comuni i suoi vassalli, quindi il comune non era una forza liberatrice.
scritto da Brunelli Laura

Padova, in vigore da domani l'aumento delle tariffe in mensa universitaria



20 MAGGIO 2013
Da martedì 21 maggio mangiare nelle mense universitarie di Padova sarà più caro. L’Esu ha infatti approvato la settimana scorsa il decreto di adeguamento delle tariffe per l’accesso ai ristoranti universitari per il 2013. In fascia B il pasto completo costerà, da domani, 4 euro e 40, il ridotto 3 euro e 30 e lo “speedy Esu” 3 euro. In fascia C1 il pasto completo costerà 5,70 euro, quello ridotto 4,60 e lo “speedy Esu” 4,20. In fascia C2 la tariffa del pasto completo sarà pari a 5,70 euro, mentre quella per il ridotto arriverà a quota 4,60. Nella fascia D2 rimane invariata la tariffa per il pranzo, mentre subisce delle modifiche quella per la cena (tariffa B) che passa a 4,40 euro per il pasto completo e a 3,30 euro per il ridotto. Per il sindacato degli studenti dell’ateneo di Padova si tratta “di un aumento che sfiora il 10% e senza che la voce degli studenti sia mai stata presa in considerazione durante i Consigli d’amministrazione”. Secondo il Sindacato degli studenti in fascia B (quella che comprende la maggiore fetta di studenti) “l’aumento sarà di 0,40 euro per il pasto completo e di 0,30 per il ridotto, in fascia C l’aumento sarà pari a 0,50 euro e a 0,40 euro”. Ritocchi anche per i borsisti della fascia D1 e D2 che, sempre per il Sindacato degli studenti, “si vedranno applicare la tariffa B, chiaramente maggiorata”. 
L’adeguamento delle tariffe in mensa era stato proposto ancora lo scorso 5 aprile: il decreto del commissario straordinario dell’Esu di Padova è stato approvato venerdì 17 maggio e avrà decorrenza a partire da martedì 21 maggio 2013.

Test di accesso agli atenei, le novità e dubbi



Venerdì 7 giugno: è il termine entro il quale gli studenti all'ultimo anno delle superiori possono iscriversi alla prova di ammissione di uno dei corsi di laurea per il quali la legge stabilisce l'accesso programmato a livello nazionale. Si tratta di medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, medicina veterinaria e dei corsi per le professioni sanitarie e la formazione degli architetti. Delle novità introdotte dal decreto Profumo, pubblicato poche settimane fa, si è molto parlato: date dei test anticipate, graduatoria unica nazionale, bonus maturità, diversa incidenza nei quiz delle singole materie. Vale la pena soffermarsi sugli aspetti più controversi del provvedimento.
Date. La collocazione dei test in piena estate (23 luglio medicina, 24 luglio veterinaria, 25 luglio architettura, 4 settembre professioni sanitarie) ha suscitato le comprensibili proteste dei diplomandi, che si trovano ad affrontare un doppio impegno: preparare l'esame di maturità e, in contemporanea, studiare per l'ammissione ai corsi di laurea; i rappresentanti degli studenti sottolineano, tra l'altro, che molti dei quiz universitari si basano non sui programmi scolastici dell'ultimo anno, ma di quelli precedenti, costringendo così i candidati a un ripasso-maratona.
Struttura del test. Per aspiranti medici, dentisti, veterinari e architetti sono previste sessanta domande, da completare in un'ora e mezza. La prova è unica in tutta Italia, e ne consegue una graduatoria nazionale che comprende i candidati di tutti gli atenei. Regime diverso per le professioni sanitarie: in questo caso la prova (l'unica che non si terrà a luglio, ma a settembre) è ideata autonomamente da ciascuna università, e non rientra nel meccanismo della graduatoria nazionale.
Materie d'esame. Anche se vi sono correttivi (minor peso alla cultura generale), rimangono perplessità sulla distribuzione, corso per corso, del peso assegnato alle singole discipline: su sessanta quesiti, trenta vertono su materie non direttamente legate al corso scelto (cinque quiz sono di cultura generale e ben venticinque di "ragionamento logico"). In caso di parità di punteggio nel test le risposte esatte ai quiz in specifiche materie  hanno più peso: a veterinaria, i quiz in chimica saranno i più importanti; per i corsi in medicina, odontoiatria e professioni sanitarie, i quiz in logica e cultura generale prevarranno su quelli in biologia e chimica; e anche per gli architetti, logica e cultura generale prevarranno sui quiz in storia e in disegno.
Attribuzione del punteggio. È uno dei punti che hanno suscitato più critiche, perché si applica per la prima volta il cosiddetto "bonus maturità". Su un massimo di 100 punti attribuibili al candidato, 90 sono assegnati ai quiz, mentre 10 sono commisurati al voto di maturità, secondo un alquanto complicato meccanismo. Per evitare infatti proteste da parte di chi teme che siano penalizzati gli studenti delle scuole più severe, il ministero ha stabilito che i 10 punti di "bonus" saranno assegnati tenendo conto non del voto di maturità in sé, ma di quanto lo studente sia risultato tra i più brillanti della sua scuola e sulla base dell'insieme dei voti di maturità degli studenti diplomatisi in quello stesso istituto l'anno precedente. Più alta è la "fascia d'eccellenza", maggiore sarà il bonus, da 4 a 10 punti (con il punteggio massimo riservato ai ragazzi nel migliore 5 % della scuola). Entro il 31 maggio il ministero pubblicherà le tabelle di corrispondenza tra votazioni attribuite nei singoli istituti e relativi bonus assegnabili. Infine, per il bonus esiste una clausola di sbarramento: potranno accedervi i soli studenti che abbiano ottenuto il diploma con una votazione minima di 80/100. Il sistema non vale per i corsi delle professioni sanitarie, i cui test di ammissione sono decisi, anche per l'attribuzione dei punteggi, dai singoli atenei.
Graduatoria unica. È il vero punto interrogativo, che suscita timori di dilatazione a dismisura dei tempi di immatricolazione. Ogni candidato, oltre alla sede in cui si iscrive (che è considerata in automatico la preferita) può indicare come seconda scelta un numero a piacere di atenei. Se non passa il test nella sede preferita, può immatricolarsi nella seconda sede prescelta; ma può anche decidere di attendere che, grazie a eventuali rinunce, si liberi un posto nella sede preferita. Dal 26 agosto (giorno di pubblicazione della graduatoria unica) gli studenti avranno quattro giorni di tempo per optare per l'ateneo loro assegnato. Poi, sulla base delle preferenze e rinunce, si procederà alla ridefinizione della graduatoria, con l'ulteriore opzione da esercitare sempre entro quattro giorni. E così via, fino all'esaurimento dei posti disponibili in tutta Italia. Considerando che la graduatoria nazionale sarà pubblicata solo a fine agosto, c'è il rischio che i meccanismi di scorrimento della classifica proseguano molto a lungo. Si spera quindi in un chiarimento dei criteri applicativi.
Curiosità. A quanto pare il ministero non nutre troppa fiducia nei controlli durante il test. Per evitare, infatti, che brillanti professionisti si improvvisino candidati per aiutare giovani parenti, nel caso dell'utilizzo di più aule, durante il test i candidati saranno suddivisi secondo l'età. E sempre per il timore di intrighi, al criterio faranno eccezione i gemelli, che saranno separati. Su quelli eterozigoti, per ora il ministero non ha preso posizione. 
Martino Periti

AAA.Cercasi studenti di psicologia, laureandi, dottorandi, specializzandi

Ciao ragazzi, stiamo cercando giovani studenti di psicologia, laureandi, dottorandi ecc che abbiano voglia di conoscerci e scrivere sul nostro blog. Cerchiamo anche collaboratori, per la Pet Therapy.
L'argomento sul quale chiediamo il vostro aiuto é  ovviamente la Pet Therapy!
Chi fosse interessato può scrivere a brunelaura@yahoo.it
Saranno ben venute, idee, articoli, progetti e collaborazioni.

Esperti Pet Therapy cercasi

Ciao a tutti, questo é un post un po' diverso da quelli che pubblichiamo di solito, siamo alla ricerca di esperti per Pet Therapy.
Chi fosse interessato può scrivermi a brunelaura@yahoo.it nell'oggetto potete scrivere Pet Therapy, grazie .

Autoerotismo, onanismo nei bambini, che fare?



Con il termine “onanismo”, ci si collega ad un passo del Genesi, Onan venne condannato a morte perché, invece di fecondare la cognata Tamar, “disperdeva il seme per terra”, cioè praticava il coito interrotto. (Secondo la legge ebraica del Levirato, Onan doveva sostituirsi al fratello morto, poichè quest’ultimo non aveva avuto figli maschi).

Onania o autoerotismo, é quel comportamento masturbatorio presente anche  nei bambini che viene spesso usato come mezzo di consolazione e di esplorazione per conoscere se stessi. Il bambino deve famigliarizzare con il proprio corpo, è fondamentale perché tutte le parti di esso devono essere conosciute per poter sentire che gli appartengono. Se il piccolo di casa pratica l’autoerotismo in maniera occasionale non ci si deve allarmare, capita che si tocchi casualmente mentre conosce il proprio corpo e continua a farlo perchè si rende conto di provare piacere. Altri bambini utilizzano l’onania come un modo per superare lo stress e la noia o per conciliare il sonno. 



I genitori come devono affrontare questo evento?
Il bambino non é consapevole di ciò che fa, non vi é il senso di pudore che abbiamo noi adulti e nemmeno la nostra malizia, quindi non dobbiamo sgridare  il piccolo o punirlo bruscamente, per evitare possibili ripercussioni future a livello sessuale. Il genitore con calma può spiegare al figlio che non é bene farlo in pubblico, che il proprio corpo è prezioso, specialmente l’area dei genitali e non la si deve far vedere a tutti e non lo si deve fare ad altri bambini. Il ruolo dell'adulto in questo caso é fondamentale per aiutare e comprendere i segnali del proprio figlio, aumentate le attenzioni verso di lui, rendete più interessanti i suoi giochi, giocate con il bambino, e magari potete chiedere se ha visto qualche amico fare la stessa cosa.
L'adulto di riferimento deve prestare attenzione se il piccolo si masturba in continuazione, in pubblico, se non è socievole e preferisce giocare sempre da solo, se cerca di farlo ad altri bambini o disegna spesso organi genitali. Ciò potrebbe rappresentare un campanello d’allarme e sarebbe bene richiedere una consulenza con uno psicologo evolutivo.
Dobbiamo essere consapevoli che anche gli adulti praticano l’autoerotismo, il problema subentra nel momento in cui esso diventa l’unico modo per provare piacere, rifiutando rapporti completi e con l'altro "diverso da noi".
Per molto tempo l’autoerotismo è stato considerato nocivo, i giovani venivano avvisati sulle conseguenze della masturbazione, come il rammollimento cerebrale la cecità o addirittura la pazzia. Fortunatamente non ci sono prove scientifiche che questo accada, anzi una sana masturbazione permette la conoscenza del proprio corpo a tutte le età.
scritto da Brunelli Laura
psicologo-psicoterapeuta

                                                                    



Abbiamo iniziato i primi video


Cos'è l'invidia???





Dante Alighieri mette nella sua Divina Commedia gli Invidiosi in Purgatorio, con le palpebre cucite dal fil di ferro: così restano chiusi gli occhi che invidiano e gioirono dalla vista dei mali altrui.
L'invidia é quell'emozione che si prova quando si esce perdenti dal confronto sociale, si sperimenta quando l'altro ha qualcosa che noi vorremmo: posizione sociale, oggetti di lusso, bellezza amore, ( V. D'Urso docente Università di Padova).
Tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita l'invidia, ma pochi di noi la confessano, perché é una delle emozioni negative più rifiutate.  Come mai la rifiutiamo? Perché in questa emozione si racchiudono due elementi disonorevoli: l'ammissione di essere inferiori ed il tentativo di danneggiare l'altro senza gareggiare a viso aperto, ma in modo subdolo, ( D'Urso). Questo sentimento é spesso caratterizzato dall'ostilità nascosta verso l'altro, dal desiderio di danneggiarlo, o di privarlo di ciò che lo rende desiderabile. Vi é un'altra caratteristica che rende questo sentimento difficile da ammettere, il fatto che si sia maggiormente invidiosi di chi é più simile a noi, per età, sesso, lavoro. L'invidia é un dolore sociale, che si situa nella corteccia cingolata anteriore dorsale, legata all'elaborazione del dolore fisico e sociale, ( H. Tkahashi), viene associata al senso di esclusione. Perché proviamo quest'emozione? Perché l'invidia, come la paura é sgradevole ma ci prepara a reagire ad un pericolo, é un campanello d'allarme che ci avverte che siamo perdenti in un confronto sociale, così da avere la spinta ad uscirne e migliorarci.

Cos'è la paura d'intimità?


Quante volte tra amici si parla della paura di "andare fino in fondo" con chi ci piace? Facciamo mille chiacchiere tra un bicchiere di vino e l'altro su come sia bello e fantastico stare con una persona
incontrata da poco, ma ci sia il timore che conoscendosi meglio si "rovini"la relazione? Eccola, scovata, é la paura di entrare in intimità! Hatfield, nel suo libro " The danger of intimacy", ci spiega che la paura ha molte facce tra cui; il terrore di esporsi, infatti conoscere meglio una persona farà vedere i nostri lati negativi. C'è poi il timore di essere abbandonati,  perché non siamo perfetti, anche se ci sono persone che vogliono sembrarlo, quindi non riescono mai ad entrare veramente in intimità con qualcuno perché non possono far vedere i propri limiti. Spesso non vogliamo che i segreti rivelati vengano poi usati contro di noi, a chi non é capitato di raccontare i propri pensieri, sentimenti profondi e poi essere traditi dal  confidente? Immaginatevi se é una persona che amiamo e con la quale ci lasciamo andare...
I ricercatori, ( Broverman, Hatfield), hanno notato che più gli uomini delle donne  si allontanano dai rapporti profondi per non rischiare di perdere il controllo.
Infine vi é il grande timore di non avere più la propria individualità.
Ora che abbiamo capito di più sulle nostre preoccupazioni, apriamo la porta del nostro cuore e lasciamo che l'amore faccia il resto, nessuno di noi é perfetto, c'è chi ci tradisce o ferisce, ma il principe azzurro prima o poi ci viene a trovare!

Rilassamento e meditazione allungano la vita!

(ANSA) - ROMA, 3 MAG - La meditazione e le tecniche di rilassamento in generale fanno bene alla salute attivando geni importantissimi contro l'invecchiamento, contro deleteri processi infiammatori, per la regolazione della glicemia e dell'efficienza energetica delle cellule. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Plos One da Herbert Benson del Massachusetts General Hospital di Boston. Bastano 10-20 minuti al giorno di tecniche di respirazione, recitazione di alcune parole e esercizi per ottenere i risultati.

Amore e bugie


L'amore é l'argomento che si trova sulla bocca di tutti. Ascoltando di nascosto un gruppo di adolescenti parlare, giovani donne o uomini... il filo conduttore delle conversazioni comuni é questo sentimento e le sue mille sfaccettature. Che cos'è l'amore? L'apostrofo rosa sulla parola ti amo come ci si scriveva nei diari da ragazzi o una faccenda seria? La relazione tra due innamorati può durare solo se c'è assoluta verità all'interno della coppia o forse grazie alle bugie? Dall'articolo "lying to the one you love: the use of deception in romantic relationships" (Tim Cole,), emergono chiare delle verità; tutti abbiamo mentito almeno una volta con il nostro partner. La maggior parte degli individui (92%) ammette di non dire la verità in una relazione d'amore, bugie innocenti, "Sei il migliore", "Sei il più grande", "Ti amo", (Knox, Schacht, Holt&Turner, 1993). Quando non si dice una bugia direttamente, si cerca di omettere delle informazioni, (Metts, 1989). Per alcuni autori, (Saxe, 1991), l'inganno serve da "lubrificante sociale" che tiene separato in modo sano i fidanzati ed i loro pensieri negativi. Spesso quando due persone litigano il modo migliore per ferire l'altro é dirgli ciò che si pensa veramente di lui, non é un caso che durante un divorzio la coppia si rinfacci tutto ciò che si é nascosta per anni. L'inganno può essere grande o piccolo, risulta infatti che, più spesso di quanto ci si renda conto, nella vita di coppia si dicano delle falsità che evitano il conflitto, (stai bene vestita così, non sei ingrassata ecc), ma nulla hanno però in comune con le grandi bugie che portano alla fine di una relazione.

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