"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

La "dolce morte"... in Italia per morire dignitosamente bisogna scegliere l'esilio!

PUBBLICO NOTIZIA ANSA ...CI SONO DIVERSE IDEE IN MERITO AL DIRITTO DI MORIRE QUANDO IL CORPO NON E' ALTRO CHE SOFFERENZA, MI CHIEDO, NON SAREBBE GIUSTO CHE CI FOSSE COMUNQUE IN ITALIA LA POSSIBILITA' DELL'EUTANASIA? SIAMO ANCORA COSI' VITTIME DELLA CHIESA? PENSO UN PO' ALLA NOSTRA STORIA, NEL 303 DIOCLEZIANO PERSEGUITO' DURAMENTE I CRISTIANI, IN SEGUITO FU COSTANTINO CHE LASCIO' LORO LA LIBERTA' DI CULTO. IL RAGIONAMENTO DI COSTANTINO FU OVVIO; I CRISTIANI RESISTEVANO ALLE PERSECUZIONI, ERANO UN GRUPPO COESO, DIFFICILI DA DISTRUGGERE, MA SE FATTI ALLEATI, QUELLA COESIONE E FORZA SAREBBERO SERVITI PER LO STATO.
I SECOLI SONO PASSATI, LA STORIA CI MOSTRA CHE LA CHIESA CATTOLICA NON SI E' ACCONTENTATA DI SEGUIRE SOLO LA VITA SPIRITUALE DEI SUOI FEDELI, FORSE PER QUESTO,PENSO IO, E' RIUSCITA A SOPRAVVIVERE PER SECOLI.
CHIESA ABILE MACCHINA POLITICA...LA PIU' ABILE!
NEI SECOLI GLI IMPERI SI DISSOLVONO, ANCHE I COMANDANTI PIU' LEGGENDARI MUOIONO, MA LA FEDE...QUELLA RESTA.
LA CHIESA HA UN GROSSO POTERE, NE E' CONSAPEVOLE, MA LO USA MOLTO MALE A MIO AVVISO, COMANDA LE MENTI, NON LASCIA IL LIBERO ARBITRIO E QUESTO E' IL RISULTATO: ALLE SOGLIE DEL 2013 GLI ITALIANI NON SOLO SCELGONO L'ESTERO PER TROVARE UN FUTURO MIGLIORE ( I FAMOSI CERVELLI IN FUGA), MA ANCHE UNA MORTE DIGNITOSA.

(ANSA) - ROMA, 29 NOV - Bisogna passare ''dalle parole ai fatti'' perche' oggi in Italia ''per morire dignitosamente bisogna scegliere di farlo in esilio, in Svizzera''. Lo dice Emilio Coveri, presidente di Exit Italia, associazione per ''il diritto a una morte dignitosa'', riferendo che Exit lo scorso anno ha registrato ''30 italiani'' che si sono rivolti alla Svizzera per la 'dolce morte', anche se sono molti i casi come Lucio Magri morto oltreconfine lo scorso anno, ''che vanno in Svizzera da soli.

Via libera allo scambio ricercatori fra università ed enti Con il decreto del ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca


Via libera allo scambio di professori e ricercatori tra università ed enti di ricerca. Il ministro dell'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Francesco Profumo, ha firmato il decreto che definisce la ''Convenzione quadro tra atenei ed enti pubblici di ricerca per consentire a professori e ricercatori universitari a tempo pieno di svolgere attività di ricerca presso un ente pubblico e ai ricercatori di ruolo degli enti pubblici di ricerca di svolgere attività didattica e di ricerca presso un'università''.

Le convenzioni, che per semplificare le procedure di stipula potranno interessare più dipendenti di entrambi gli enti firmatari, potranno avere una durata minima di un anno ed essere rinnovate fino a un massimo di cinque anni. Con l'accordo del docente o del ricercatore interessato, la convenzione stabilirà il modo in cui sarà ripartito il suo impegno annuo e le attività da svolgere presso l'ente o l'ateneo di destinazione, con particolare riferimento a un eventuale impegno didattico. Sulla base di queste informazioni saranno inoltre definite le modalità di ripartizione degli oneri stipendiali. In ogni caso, per l'intera durata della convenzione sarà riconosciuto al professore o ricercatore il trattamento economico e previdenziale ricevuto presso l'ente o l'ateneo di appartenenza.

Le disposizioni e i criteri previsti dal decreto - spiega una nota del ministero - interessano gli enti di ricerca vigilati dal Miur, le università statali, compresi gli istituti universitari a ordinamento speciale, le università statali legalmente riconosciute, le università straniere e i centri internazionali di ricerca.

Tra le disposizioni previste dal decreto, anche il divieto di stipulare contemporaneamente più convenzioni che riguardino lo stesso ricercatore o professore e di avviare procedure per la posizione ricoperta dallo stesso soggetto interessato.
Le convenzioni, inoltre, potranno essere risolte unilateralmente, a patto che non si danneggi la programmazione dell'università o dell'ente di ricerca, e saranno automaticamente risolte nel caso di revoca da parte di uno dei soggetti interessati.

''"Una maggiore relazione tra il sistema delle università e degli enti di ricerca - spiega il ministro - consente un miglioramento del sistema formativo nazionale e un rafforzamento della capacità della ricerca italiana nella competizione europea, anche in previsione delle sfide e delle possibilità di recuperare risorse investite dal nostro Paese in Europa. Inoltre - aggiunge il ministro - la possibilità di double appointment per professori di altri paesi consente di avviare un percorso virtuoso per il sistema delle università italiane, verso una maggiore attrattività internazionale e un possibile miglioramento della qualità del nostro sistema universitario''.

Per il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Luigi Nicolais, ''il decreto ''è un importante passo avanti per realizzare, insieme Cnr e Università, un coeso e innovativo sistema di ricerca e alta formazione. La possibilità di attivare collaborazioni più strutturate e integrate alle missioni di entrambe le istituzioni, contribuirà a innalzarne la qualità e a renderle sempre più competitive e attraenti a livello internazionale''. Per Marco Mancini, Presidente della Crui, il decreto "è il risultato di un lavoro proficuo svolto all'interno della consulta Epr-Crui. Si tratta di un importante passo avanti nei processi di armonizzazione tra Università ed Enti, in funzione di una più stretta collaborazione per la ricerca e lo sviluppo di questo Paese".
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I BISOGNI IRRINUNCIABILI DEI BAMBINI....


ECCO QUI MIEI CARI LETTORI, QUESTO LIBRO NON PUO' MANCARE NELLA LIBRERIA DI UNA PSICOLOGA EVOLUTIVA, MA NON E' POI COSI' TECNICO DA NON POTER ESSERE LETTO DAI GENITORI!
POTREBBE ESSERE UN BEL REGALO DI NATALE PER NEO MAMME E NEO PAPA', IMPORTANTE PER FAR CRESCERE IL VOSTRO CUCCIOLO CON L'AMORE E LE ATTENZIONI DI CUI HA BISOGNO!

Gli autori, un pediatra e uno psichiatra infantile, passano in rassegna alcuni bisogni ritenuti fondamentali nei primi anni di vita dei bambini, articolando il contenuto delle loro riflessioni sotto forma di dialogo. I bisogni definiti così "irrinunciabili" sono quelli che, sebbene non strettamente legati al fisico, possono produrre problematiche complesse nel successivo sviluppo psichico e relazionale se non vengono adeguatamente soddisfatti.
I bambini, secondo Brazelton e Greenspan, hanno bisogno di sviluppare costanti relazioni di accudimento; di ricevere una adeguata protezione fisica; di poter fare esperienze che tengano conto della propria specificità; di essere stimolati e accettati in modo adeguato al proprio grado di sviluppo; di sperimentare limitazioni chiare da parte delgi adulti e di poter vivere con dei riferimenti culturali e comunitari stabili.
I contesti familiari che implicano, talvolta, tali carenze, sono quelli in cui vi è uno scarso accudimento da parte dei genitori - fino all'abbandono e alla conseguente adozione - ma anche casi di separazione familiare o, più semplicemente, sistemi relazionali inadeguati.
Da sottolineare è l'attenzione rivolta nel libro alle caratteristiche individuali, per cui anche i possibili problemi di apprendimento vanno diagnosticati e affrontati tenendo conto della
peculiarità e delle storie dei bambini. Per questo è necessario dare risalto ai punti di forza di ciascuno, in un'ottica secondo cui l'educazione non è il semplice raggiungimento di un obiettivo uguale per tutti, ma lo sviluppo di potenzialità diverse e preesistenti.
In appendice viene riportato il modello dei "Punti salienti", che corrispondono ad alcune tappe significative del bambino nei primi tre anni di vita: la conoscenza e la gestione dei Punti salienti possono contribuire a salvaguardare l'equilibrio del sistema famiglia.
Conclude il libro la mappa della crescita evolutivo-funzionale: uno schema di riferimento decisamente sintetico per i genitori che desiderano comprendere quale tappa funzionale stia vivendo il proprio figlio.

RAGIONARE CON IL DISCORSO


ECCO QUI, IO LEGGO MOLTO PER LAVORO, CERTO, MA QUESTO LIBRO L'HO TROVATO INTERESSANTE, SICURAMENTE TECNICO, FA RIFERIMENTO A MOLTE TEORIE, MA CI AIUTA A CAPIRE COME SAREBBE PIU' UTILE LA SCUOLA SE GIA' DA PICCOLI I VOSTRI BAMBINI FOSSERO AIUTATI ED ABITUATI A PENSARE ED ARGOMENTARE!!!

C´è un filo rosso che attraversa tutto il volume: l´idea che il ragionare sia un “pensare-parlare” innescato dalle situazioni di interazione sociale in cui l´essere umano è immerso fin dalla nascita. L´esigenza di argomentare le proprie idee, scelte e comportamenti – di cui da sempre si fa portavoce la riflessione filosofica – è dettata proprio dal vivere in una comunità di pensanti che condividono il valore e i vincoli della razionalità. Considerare la ragione come obiettivo dell´educazione comporta comunque la necessità di fornire basi filosofiche, psicologiche e pedagogiche a tale impresa di democratizzazione del pensiero. Nel testo, aggiornato per questa nuova edizione, vengono analizzati gli approcci teorici più rilevanti a sostegno di un progetto educativo mirato a “imparare a pensare” attraverso l´argomentazione filosofica in ambienti formativi trasformati in “comunità di ricerca”. Nella seconda parte del volume viene presentato il curricolo americano Philosophy for Children inteso come modello possibile per l´educazione del pensiero razionale, offrendo spunti metodologico-didattici per utilizzare la discussione nei contesti di istruzione scolastica.



Marina Santi

Marina Santi è docente di Didattica preso la Facoltà di Scienze della Formazione dell´Università di Padova.
Si occupa di teoria dell´argomentazione in rapporto ai processi di conoscenza in contesti in cui l´interazione sociale è intesa come potenziale cognitivo per l´apprendimento.
È esperta del curricolo “Philosophy for Children” su cui ha condotto numerose ricerche teoriche e empiriche volte a studiarne 
l' efficacia  per lo sviluppo del pensiero critico, l´educazione alla democrazia e la didattica della filosofia. 

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