"scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticati entrambi, in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora, un pensiero, un'idea che nessuno reclama..." Bion

Il colore della luna

Questo è un libro molto bello che consiglio a tutti gli amanti delle domande e delle risposte!!!!!!!!!
Bello, bello, lei brava, molto, molto brava!

Croce Rossa Italiana

Ho guardato il mio blog, vedo che non scrivo da un bel po',oggi però non parlerò di psicologia!
Parlerò della Croce Rossa, io sono una dei tanti volontari, un numero tra molti numeri, ma vorrei portarvi un pensiero legato a ieri sera...
Ho partecipato all'Emergenza freddo, una delle mille iniziative che segue la Cri, per me qualcosa di nuovo.
In questa emergenza ho un doppio ruolo, con una mia collega psicologa sono disponibile telefonicamente per tutti i volontari che partecipano nel concreto a questa iniziativa, per poter dare loro supporto  nelle situazioni emotivamente difficili.
( si consegnano coperte, bevande calde e biscotti alle persone che vivono per  strada, i tossicodipendenti, i barboni, si incontra una realtà quasi parallela alla nostra, che a volte è dura da comprendere e può rivelarsi pericolosa).
Ieri però ho partecipato nel concreto, sono uscita con due colleghi molto simpatici e "vecchi del mestiere", siamo andati a piedi nel "mondo parallelo".
Ho iniziato a scrivere questo post per cercare di raccontare le miei emozioni, ciò che mi ha dato l'esperienza di ieri....è difficile, le emozioni sono tante; uno dei principi della Croce Rossa è l'IMPARZIALITÀ ( non facciamo alcuna distinzione di razza, religione, condizione sociale...), l'UMANITÀ ( prevenire e lenire le sofferenze..), mai come ieri mi sono sentita parte di questa grande organizzazione,  ieri ho capito le idee venute a Henry Dunant, nel 1859 ( durante la battaglia di Solferino).
Non bisogna giudicare gli altri per le loro vite, aiutarli senza chiedere, lenire le loro ferite, rispettare i loro no...l'agire in silenzio, nel buio, la divisa che ci rende tutti uguali, la nostra croce rossa, unica difesa...questo è molto bello, questo è la vita, che non è facile per nessuno, ma che permette di provare emozioni vere e profonde...
Il gusto dolce amaro della serata resterà dentro di me...

LE PAURE INFANTILI

Quante volte vi è successo che durante il sonno il vostro cucciolo inizi a piangere disperato?
I brutti sogni dei bambini rappresentano uno dei modi che hanno per esprimere le proprie paure; alcune razionali e motivate, altre irrazionali.
Non ci sono verità assolute nell'interpretazione dei sogni, tanto meno mi permetterei di interpretare in questa sede i sogni dei più piccoli, ma vorrei comunque fornire alcune linee guida.

I MOSTRI
Vorrei dare un significato a questi "Mostri"che possono invadere i sogni dei più piccoli.
Ai bambini infatti, capita spesso di sognare streghe, mostri spaventosi. A volte questo tipo di sogno, se ricorrente può nascondere la paura di un adulto, che il bambino ha percepito, a torto o a ragione, come molto duro o aggressivo con lui.

GLI INSETTI
Può succedere che il bambino faccia  un sogno legato alla paura di insetti nel letto. Questo tipo di sogno può racchiudere la paura che il bambino prova davanti ad un cambiamento imminente.

VOLARE/FARE MAGIE
Sogni di questo genere sono molto belli, simboleggiano la forza, la creatività e l'immaginazione.
Questi sogni in cui si hanno super poteri, in cui tutto è possibile, sono il modo sano a disposizione del vostro bambino per far fronte alla vita.
Ovviamente tutto è relativo e se la situazione magica è associata ad  una fuga da qualcuno di cattivo, il sogno può nascondere dell'altro. Probabilmente il bimbo sta vivendo una situazione di pressione o deve compiere una scelta, ed il volo rappresenta l'unica soluzione da qualcosa che lo spaventa.
Questo tipo di sogni si trovano spesso in bambini che hanno perso un genitore, o se ci sono stati problemi economici  in famiglia.

ESSERE N UDI  IN PUBBLICO/PROVARE VERGOGNA
Questo tipo di sogno, dove ci si trova in situazioni imbarazzanti, capita più spesso agli adulti che ai bambini. Ma può comunque essere presente anche nei cuccioli, e mostra l'ansia da prestazione rispetto a precise situazioni accadute o che stanno per accadere.

PAURA DEL BUIO
La paura del buio è un fenomeno molto frequente nei bambini di età compresa tra i due e i cinque anni.
Infatti è a partire da quest'età che i bambini sviluppano il senso del pericolo, che diventa così elemento della loro immaginazione. Durante la notte, la presenza del buio e del silenzio, mettono in moto fantasie sui mostri e gli essere misteriosi.
LA PAURA DEL BUIO E DEI MOSTRI È TIPICA DI TUTTI I BAMBINI!
Nel buio infatti tutto può succere, proprio perchè i bambini non sono in grado di vedere e distinguere bene le cose, aggiungendo poi la fantasia, anche un giocattolo di giorno tanto amato, durante la notte può prendere sembianze mostruose.
Nei mostri e nel buio i bambini
PAURA DEL BUIO
La paura del buio è un fenomeno molto frequente nei bambini di età compresa tra i due e i cinque anni.
Infatti è a partire da quest'età che i bambini sviluppano il senso del pericolo, che diventa così elemento della loro immaginazione. Durante la notte, la presenza del buio e del silenzio, mettono in moto fantasie sui mostri e gli essere misteriosi.
LA PAURA DEL BUIO E DEI MOSTRI È TIPICA DI TUTTI I BAMBINI!
Nel buio infatti tutto può succere, proprio perchè i bambini non sono in grado di vedere e distinguere bene le cose, aggiungendo poi la fantasia, anche un giocattolo di giorno tanto amato, durante la notte può prendere sembianze mostruose.
Nei mostri e nel buio i piccoli catalizzano tutte le loro paure, come l'essere abbandonati dai genitori, essere aggrediti e non sapersi difendere
Le paure dei figli possono spaventare i genitori, creando in loro sensi di colpa, o facendoli sentire non adeguati.  Spesso i genitori si sentono confusi e perplessi e non sanno come rispondere adeguatamente ai propri figli. Il mio consiglio è quello di non preoccuparsi e parlarne normalmente con il proprio cucciolo.
Sappiate anche che i bambini, sotto l'influenza di una normale predisposizione, del loro temperamento, del clima famigliare, sperimentano nei primi anni di vita delle paure che poi manifestano apertamente. Ricordate inoltre che esiste un lato della paura che fa parte della vita,  protegge, fortifica e rende pratici; è la paura sana!
I bambini possono sviluppare il lato sano della paura, solo se si evita di educarli con la paura, i genitori non la devono usare in funzione dei loro scopi, perchè così usata essa diviene limitante nei confronti dello sviluppo infantile.

SEGUE LA VICENDA DELLA FOLLIA UMANA...

Arrestate due maestre d'asilo nel Pavese

Accusate di maltrattamenti a bimbi. Una delle due ha tentato il suicidio

foto Afp
14:53 - Due educatrici di un asilo nido privato a Casarile, al confine tra le province di Pavia e Milano, sono state arrestate con l'accusa di "gravi maltrattamenti posti in essere nei confronti di bambini affidatigli". A finire in manette sono state la direttrice dell'asilo e una sua collaboratrice. A dare il via alle indagini sarebbe stata la denuncia di una ex maestra.
L'educatrice ha infatti raccontato le vessazioni e le violenze a una coppia di genitori. Quindi è scattato l'allarme con la denuncia ai carabinieri. In poche settimane gli investigatori avrebbero trovato più di un riscontro. A quanto riferito dai quotidiani, nel fascicolo della Procura di Pavia, ci sarebbero intercettazioni ambientali e video.

A far scattare gli arresti, l'ultimo episodio finito sotto gli occhi delle telecamere nascoste: un bambino di otto mesi vomita, la titolare della struttura lo colpisce con due schiaffi alla nuca che fanno cadere il piccolo sul vomito, poi la donna lo solleva prendendolo per un braccio in malo modo. Ai domiciliari sono finite Roberta B., direttrice della struttura, ed Elena C., assistente della direttrice e insegnante del nido.

Maestra tenta il suicidioElena C., una delle due maestre del nido di Casarile, ha tentato il suicidio in casa, dove si trova agli arresti domiciliari. La donna ha ingerito dei farmaci ed è stata salvata dai familiari che hanno chiamato i soccorsi. Portata in ospedale, è stata sottoposta a una lavanda gastrica: le sue condizioni non sono gravi.

«Botte al nido», maestre arrestate ( copio articolo di giornale)

Pavia - Ai domiciliari la direttrice della struttura privata di Casarile e una sua assistente

«Botte al nido», maestre arrestate

La prova dalle telecamere. Il pm: bimbi minacciati e tenuti in soggezione

Pavia - Ai domiciliari la direttrice della struttura privata di Casarile e una sua assistente
«Botte al nido», maestre arrestate
La prova dalle telecamere. Il pm: bimbi minacciati e tenuti in soggezione
MILANO - I precedenti in materia invitavano a essere prudenti: nei casi di violenze di ogni genere sui bambini, mai fidarsi semplicemente della parola delle vittime. Ma quando la Procura di Pavia ha esaminato le immagini delle telecamere piazzate di nascosto all'asilo nido «Primi passi», non ha più avuto dubbi e ha rotto gli indugi: ieri pomeriggio sono state arrestate la direttrice e una sua assistente della struttura con l'accusa di maltrattamenti sui piccolissimi ospiti. Le immagini sono state ritenute sufficientemente esplicite a giustificare il grave provvedimento.
Il «nido» finito al centro dell'indagine è una struttura privata nel comune di Casarile, paese di 3.200 abitanti al confine tra le province di Pavia e Milano. Il provvedimento restrittivo (arresti domiciliari) ha colpito la direttrice Roberta B., 33 anni, e la sua assistente, Elena P., di un anno più anziana. Entrambe residenti a Binasco (Milano). Le vittime sono una quindicina di bambini, tutti di età da uno a tre anni, spesso figli di lavoratori e lavoratrici che avevano dovuto rivolgersi ad un asilo privato per mancanza di posti in quelli pubblici della zona.

Nonostante i frequentatori di «Piccoli passi» fossero poco più che neonati, il ricorso ai metodi coercitivi, alle urlate e talvolta alle violenze fisiche da parte delle insegnanti erano lo stesso venuti a conoscenza dei genitori. Proprio da questi erano arrivate le prime segnalazioni ai carabinieri.
Possibile credere a racconti di testimoni così suggestionabili e spesso non abituati a esprimersi compiutamente? L'inchiesta ha deciso di fare un ulteriore passo avanti e sono state interrogate in qualità di testimoni anche alcune insegnanti e componenti del personale di servizio che in passato avevano lavorato nel «nido» di Casarile; e anche da questi accertamenti sono arrivate conferme ai primi sospetti.
Il sostituto procuratore di Pavia Roberto Valli, responsabile delle indagini assieme ai carabinieri della stazione di Binasco, ha cercato a questo punto una sorta di «prova del nove» e ha fatto installare all'interno dell'asilo alcune videocamere: il racconto di quelle immagini non avrebbe più lasciato spazio ad equivoci. Le immagini raccontano di bambini continuamente sgridati, minacciati di castighi in caso di disobbedienza o indisciplina. Fino ad arrivare nei casi più estremi agli schiaffi da parte delle responsabili della loro cura.

La duplice ordinanza di custodia cautelare parla di «continue violenze fisiche e psicologiche; i bambini erano sottoposti ad un evidente stato di soggezione nei confronti delle educatrici poiché continuamente minacciati di punizione». Al momento allegato al fascicolo non ci sono referti medici che documentino danni patiti dai bambini. «È un capitolo dell'inchiesta che deve ancora essere affrontato - confidava ieri una fonte delle indagini - anche perché dai prossimi giorni cominceremo a raccogliere sistematicamente la testimonianze delle famiglie che affidavano i bambini alle educatrici di "Primi passi"».
La struttura, regolarmente autorizzata dalla Regione Lombardia, è adesso chiusa e difficilmente riprenderà la sua attività in tempi brevi.
Lunedì gli inquirenti faranno il punto della situazione. Per i primi giorni della settimana è atteso anche l'interrogatorio di garanzia per le due insegnanti.

HO VOLUTO PROPORVI OGGI QUESTO ARTICOLO DI GIORNALE PERCHÈ MI HA SCONVOLTA, MI SCONVOLGE ANCORA OGGI COME POSSANO SUCCEDERE QUESTE COSE...BRUTTO DIRLO, MA SEMBRA CHE CHI PUÒ INTERVENIRE, TESTIMONIARE, PARLARE PREFERISCA GUARDARE DALL'ALTRA PARTE.
CHE DIRE, QUESTO ARTICOLO SI COMMENTA DA SOLO, AGGIUNGO CHE PER FORTUNA CI SONO ANCORA PERSONE CHE CREDONO NELLA GIUSTIZIA....AIUTIAMOLI!

Sportello "Ascolto psicologico" Marzo 2011- Marzo 2012 Anniversario!!!



All'Informagiovani è attivo un nuovo sportello di assistenza psicologica

All’Informagiovani apre uno sportello d'ascolto gratuito per offrire accoglienza e sostegno psicologico a giovani che stanno attraversando momenti di disagio, di solitudine e di difficoltà.

Lo sportello, tenuto dalla dott.ssa Laura Brunelli, è rivolto principalmente a giovani - lavoratori, disoccupati, studenti universitari - e ha anche lo scopo di fornire informazioni e orientamento nella rete dei servizi di sostegno psicologico della città.


Contatti:
Gli incontri, individuali e su prenotazione, si terranno tutti i sabato mattina.

Per fissare un appuntamento telefona all'Informagiovani negli orari di apertura, oppure invia una e-mail a: informagiovani@comune.padova.it, indicando nome, cognome e recapito telefonico.

N.B.: questo servizio, come tutte le iniziative dell'Informagiovani del comune di Padova, è rivolto principalmente a giovani dai 15 ai 35 anni, che avranno la priorità sulle prenotazioni.

FESTA DELLA DONNA??? !!!!!!!!!

‎8 Marzo 1908 : Mr Johnson , proprietario dell’industria “Cotton” chiude a chiave all’interno della sua azienda le lavoratrici impegnate in una rivendicazione sindacale. Un incendio farà perire, arse vive, 129 lavoratrici. Fu Rosa Luxemburg che propose questo giorno, l’ otto marzo, come: La Giornata Internazionale della... Donna. Non una giornata per festeggiare, ma per riflettere...

AGGIUNGO UNA PARTE DI COMMENTO LETTO SU UN ALTRO BLOG....MOLTO BELLO, CHE MERITA ATTENZIONE PROPRIO SULLA BASE DI QUANTO È ACCADUTO NEL 1908.....
  
"...E’ deplorevole che esista ancora qualcuno come letizia, che definisce “sguattera” un'addetta alla mensa, rigurgitando disgustosamente un lessico medioevale, se non egizio e vetero-autoritario. Te lo dico io, cara mestizia, il perché del tuo pur rispettabile stress lavorativo: è presto detto, non hai ancora ben compreso la differenza tra acquistare una prestazione lavorativa (assunzione) e comprare una persona (schiavismo). Lo sappiamo, anche lo schiavismo pretende un suo specifico gergo... "sguattera", appunto. Forse, è perché ti senti proprietà del tuo datore di lavoro, che non riesci a sollevare la testa e denunciare chi evade le tasse. Intuisco che per te sia difficile capire ciò, visto che il tuo intervento trasuda disprezzo per chi fa un secondo lavoro, e si fa un “mazzo tanto” per guadagnarsi da vivere!..." Angelo

CARI LETTORI LA VITA NON È GIUSTA, CI SARANNO SEMPRE PERSONE CHE PENSERANNO DI AVER COMPRATO LA VOSTRA PERSONA, E NON UNA PRESTAZIONE, MA, VOGLIO CREDERE CHE QUESTE  AVRANNO VITA DURA E PAGHERANNO PER LE LORO COLPE....GRAZIE A QUEI TANTI LAVORATORI CHE NON SI FANNO COMPRARE, CHE DIFENDONO CIÒ IN CUI CREDONO!
BASTI PENSARE CHE IL SACRIFICIO DI QUELLE DONNE HA CAMBIATO MOLTE CONDIZIONI SFAVOREVOLI, LOTTIAMO SEMPRE PER I NOSTRI IDEALI, I SOLDI NON SONO NULLA SENZA LA PROPRIA DIGNITÀ!!!
ALLORA SI CHE VALE LA PENA RICORDARE QUESTO GIORNO COME UNA FESTA DELLA LOTTA, DELLA LIBERTÀ, DEL CORAGGIO DI OPPORSI A PERSONAGGI LOSCHI E PRONTI A TUTTO!
GRAZIE DONNE!!!!!!!!!!!
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di
come danzare nella pioggia.

Sii più gentile del necessario, perché ciascuna delle persone o animali che
incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia.

Il bambino diversamente abile:la diagnosi

Nel post precedente abbiamo capito che la nascita arriva prima del parto, il bambino ideale ( fatto di tutte le nostre aspettative e fantasie), nasce prima di quello realte. Ma cosa succede a questo sistema di aspettative quando viene diagnosticato il deficit durante o dopo la gravidanza? Come si ricompone quest'ultimo attorno alla certezza di avere un figlio diversamente abile?
La madre ed il  padre in primis, ma attorno a loro tutto il nucleo famigliare, vanno incontro ad un processo di "riadattamento" dal figlio fantasticato a quello reale. Anche nei casi di deficit acquisito dopo la nascita (malattie genetiche, eventi traumatici)  la coppia genitoriale si trova a dover accettare un figlio diverso da quello sognato.
Quando la notizia del non avere un figlio "sano", viene data ai genitori, ognuno reagisce in modo diverso;  con gli strumenti che possiede, e con le proprie storie generazionali di attaccamento (Bowlby, 1988). Faccio un esempio: se la madre ha avuto un’infanzia in cui ha sviluppato un positivo attaccamento ai  propri genitori, si sentirà molto più sicura sul piano identitario nonostante la tragicità dell’evento; se, al contrario, la sua storia evidenzia un attaccamento debole, è molto probabile che l’handicap del figlio assuma ai suoi occhi la conferma della sua incapacità materna, con tutto ciò che ne consegue (fuga o simbiosi). Quando una madre ha notizia del deficit del figlio, generalmente percepisce dentro di sè la morte del "bambino ideale e sognato"; i vissuti oscillano tra il senso di colpa, il risentimento, il rifiuto e la frustrazione.  Proprio in questa fase di adattamento tra madre e figlio si struttura l’imprinting relazionale sul soggetto per tutta la vita. Le reazioni della madre (e del padre in seguito) possono riguardare il rifiuto del figlio, visto come negazione di se stessi, oppure un’iperprotezione al limite della simbiosi morbosa.  
Il rapporto può evolversi verso una negazione emozionale o può mostrare atteggiamenti di accettazione, più o meno passivi. Resta quindi la crisi d' identità della madre di fronte all’evento inatteso e da ciò nascono adattamenti col bambino che inducono spesso atteggiamenti di dedizione totale ed assoluta, creandosi così le basi per una simbiosi forte ed eterna, sicuramente deleteria per il futuro del figlio.

Il bambino diversamente abile: quando nasce

Quando nasce  un bambino? 
Viene immediato pensare che la risposta sia :  quando viene partorito, non è così. Il bambino nasce nella mente della madre, è una nascita soggettiva, a seconda della donna, possono esserci pensieri su come sarà il proprio figlio, quando viene a sapere di essere in stato interessante, oppure ancora prima,  quando con il partner fantastica una famiglia con tanti figli, parla di come saranno, che lavoro faranno, che carattere avranno ecc. Il bambino pian piano assume un volto ( gli occhi della mamma, le labbra del papà , i capelli del nonno ecc), e personifica i sogni e le speranze dei genitori. La nascita stessa è inoltre sia un modo per completare l’identità materna, sia una proiezione del senso stesso della vita di coppia. La nascita è anche  un’attesa sociale, in primis  per la famiglia d' origine (genitori, nonni, zii ecc), poi per lo Stato, che predispone attorno al nascituro un percorso fatto di diritti e doveri.  Il mettere al mondo una nuova vita non è solo un fatto personale , ha pertanto una valenza socio-giuridica, in quanto  vanno a definirsi vincoli ed obblighi, da quello della successione a quello dell’onere solidaristico intra-familiare. 
Quindi il bambino "nasce " prima del parto. 
A breve affronterò l'argomento  legato alla scoperta di essere in attesa di un bambino diversamente abile.

Il bambino diversamente abile : modellamento

Vorrei porre l'attenzione su un argomento che da sempre mi sta  a cuore, il bambino diversamente abile. Molti anni fa, ho avuto la fortuna di iniziare a conoscere il mondo dei diversamente abili, nello specifico allenavo e alleno tutt'ora assieme ad un fantastico gruppo di altri volontari, dei ragazzi con vari problemi psichici, per un progetto del distretto di Vicenza ( gruppo scheggia).
Ci relazioniamo attraverso lo sport, corriamo insieme, ridiamo, ci facciamo gli scherzi, giochiamo le partite, perdiamo e vinciamo, alcuni di loro fanno fatica a parlare, ma il linguaggio comune è quello non verbale, i sorrisi, lanciarsi la palla, battersi la spalla, noi comunichiamo così.
Lo sport, che bella invenzione, non ci sono limiti insuperabili,  ogni cosa è possibile quando ci si trova tutti insieme attorno ad un canestro con la palla in mano.
L'esercizio fisico aiuta come ho detto ad annullare le diversità, che però ci sono, restano, non si nascondono, anzi, si vedono per poter trovare un modo particolare per noi educatori di spiegare e farci capire, poter insegnare, senza voti o giudizi, solo il piacere nel vedere che alla fine i ragazzi riescono a fare un palleggio, un canestro o un goal!
Le  aspettative  di noi  educatori su di loro li motivano,  si rispecchiano nei nostri sguardi fiduciosi, grazie agli incoraggiamenti "crescono sentendosi normali".
Si modellano con noi. La modellazione sul contesto è pertanto una delle normali modalità di crescita, anche e specialmente nella famiglia, in cui il bambino nasce e si struttura la sua personalità. Parlare quindi di handicap e di personalità non è sbagliato, in quanto la seconda va ad essere caratterizzata dai
significati “modellati” dal primo. La personalità  è il frutto di relazioni che si instaurano con
gli altri, dell’immagine che ognuno ha di sè, come conseguenza dell’immagine che  per prima la madre e successivamente gli altri ci rimandano.
Il binomio soggetto-contesto è fondamentale nella costruzione della personalità, anche e specialmente nel caso dei portatori di handicap. Così come per un bambino “normodotato” s' instaurano delle aspettative e dei modellamenti all'interno della famiglia e dell'ambiente circostante, anche per il bambino diversamente abile si creano delle attese, con la differenza che queste ultime sono spesso negative, a causa del deficit.
Ogni soggetto per sopravvivere è costretto a strutturare se stesso secondo il modello che il contesto
primario (la famiglia) gli rimanda, parliamo quindi di “profezia” per indicare il percorso di crescita
della personalità dovuta al rimando - positivo o negativo che sia - della famiglia sul bambino. In
particolare, il bambino diversamente abile il più delle volte è costretto a strutturare se stesso su “profezie negative”, perchè negativi sono sia gli esiti derivanti dal deficit, sia la reazione dei genitori all’evento; egli struttura quindi la propria personalità in questo modo perchè gli altri lo confermano di continuo
come “eterno svantaggiato”.
Durante lo sviluppo evolutivo questi  bambini tenderanno ad identificarsi con l’immagine di chi non può fare, si consolida a questo punto la famosa “profezia autoavverante” che conduce ad un circolo vizioso di adattamento passivo all'ambiente e di un contesto che rimanda un’immagine negativa, inducendo passività.
Nel prossimo post affronterò le aspettative legate alla nascita di un figlio e la reazione alla scoperta della disabilità.

Diffamazione?!!!!

Oggi sono pensierosa, mi chiedo e vi chiedo cosa spinga la mente umana a diffamare gli altri?
La questione è proprio, perchè le persone si inventano cose brutte e false su altri? Sono giunta alla conclusione che quando una persona si sente in difetto, si rende conto che è nel torto e non sa come uscirne....DIFFAMA.
Chiedo nuovamente aiuto a Wikipedia per chiarire il concetto di Diffamazione:
in diritto  italiano, è il delitto previsto dall'art. 595 del  Codice penale secondo cui:
Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.
Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.
Mi chiedo.... ma veramente ci sono persone che si sentono tanto potenti da permettersi di gettare fango su altri?
Allora è proprio vero, il mondo va alla rovescia! Faccio un esempio, un lavoratore che comunica al proprio datore di lavoro che è in atto una situazione non chiara, che magari coinvolge dei minori ( non in grado di difendersi), invece di sentirsi tutelato, si ritrova lui stesso vittima su due fronti: mobbing e diffamazione.
Allora mi ripeto....il mondo va alla rovescia! Quando si è piccoli ci insegnano a dire la verità, a difendere i più deboli ( bambini, diversamente abili, ecc), ma nel momento in cui noi mettiamo a frutto gli insegnamenti ricevuti, e non siamo più donne, uomini, lavoratori, ricchi, poveri, non facciamo più il nostro interesse, ma quello degli altri....ecco che tutto ci si ritorce contro.
Chi dovrebbe intervenire ci sanziona ingiustamente, chi dovrebbe essere punito viene protetto perchè?
Cosa sta succedendo al mondo, alle persone che lo popolano?
Non c'è un limite? Il limite, il guardarsi allo specchio al mattino, l'abbracciare,  per chi li ha, i propri figli e non pensare a tutto il male che si sta facendo, per soldi ed interessi ai loro coetanei?
Lacio a voi la possibilità di rispondermi, io, mi dimetto come diceva M.Masini " mi dimetto da falso poeta, questa vita fa tutto da se ..."
Allora mi torna in mente un dialogo avuto tempo addietro con la mia amica Manuela ed il mio amico Marco...ricordo le loro parole, dicevano cinicamente che chi combatte per difendere i più deboli poi viene "menato"... io rispondo a loro, che non ho paura delle minacce, io faccio i fatti, e fino a che lotterò per difendere i più deboli, sarò degna di essere chiamata persona!

Quelli che ben pensano.....??!!!!

Oggi non parlo di strane teorie psicologiche e non cito autori dai nomi difficili, cerco solo di rispondere alla domanda che spesso mi viene posta e mi pongo.
Ultimamente, sia sul posto di lavoro che fuori mi sono trovata a contatto con alcuni elementi poco sani, persone che non si comportano male per difendersi, ma solo perchè , sono giunta alla considerazione che sono cattive!
Forse frustrate perchè la loro vita affettiva è un mix di bugie, persone che nascondono dei disturbi alimentari o che vanno...cito la canzone "... vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv!", e proprio in questa canzone famosa riconosco alcuni di questi personaggi  che di sicuro stanno leggendo il  mio blog, perchè sono invidiosi  e timorosi  di una persona come me, semplice  ma con  2 grandi armi.....la forza  e l'intelligenza, pecco un po' di narcisismo, ma quale psicologo non lo è!
Allora adesso scrivo a te, si, proprio a te che stai leggendo...., come vedi i tuoi mezzucci con me non attaccano, sono superiore  ti ho capita fin dall'inizio e mentre tu come un ragno tessevi la tua ragnatela convinta di avermi fregata....io ti ho detto e fatto cose solo per fartelo credere,  te lo ripeto "come mai  2 cervelli  non riescono a fregarne uno?"
Allora riprendo la canzone e ti dico che sei " terra terra come i missili cui assomigliano tiratissimi s'infarinano e poi si impastano su un albero....!"
Ora sicuramente leggendo ti arrabbierai e desidererai mangiare qualcosa, ma cosa? La tua anoressia non te lo permette, controllo, controllo ti ripeti, allora magari mangi un po'  di pane e peperoncino x aumentare il metabolismo, sicura che nessuno sappia...nessuno veda!
Mi fanno pena le persone così,  sono quelle che sono e saranno eterne infelici, vittime della loro ignoranza e cattiveria!
Allora se ti riconosci in queste parole...ho pena per te!
Voglio lasciare ai miei lettori un consiglio :
spesso nella vita ne incontrate di persone  come quelle della canzone " quelli che fanno i boss..., che si sentono meglio di voi, solo perchè si fanno mantenere dalla moglie o dal marito ricco!", quelli che " sono ciò che hanno...", bene, di sicuro li riconoscete subito. Si distinguono dagli altri perchè cercano di mostrare di essere più forti, più ricchi....ma sono solo più deboli e spaventati di voi, sono dei BULLI! A breve farò un post sul bullismo, vi anticipo solo che loro, " i grandi capi", sono solo bulli e sapete come si tiene testa ad un bullo....guardandolo negli occhi e restando fermi , il bullo cercherà di farvi paura, ma non può farcela, perchè tra i due il più debole è sempre quello che deve mostrare in continuazione di essere il più forte!

Ancora mobbing...

Le persone trascorrono gran parte delle loro giornate sul posto di lavoro, intrecciano relazioni sociali con colleghi e superiori.  Il lavoro ed il clima lavorativo esercitano una forte influenza dell'immagine di Sè, del  senso di dignità, identità ed appartenenza ad un gruppo.
Quando ci sia alza al mattino e si percorre la strada per andare sul luogo  di lavoro, è piacevole e stimolante il sapere di raggiungere un luogo sicuro, dove ci sono colleghi simpatici, un datore di lavoro democratico e dove ci si può realizzare attraverso  mansioni adeguate alle propria preparazione e capacità.
Per non usare il termine "mobbing" in modo inappropriato, sottolineo che  normalmente ci possono essere degli scontri, magari un po' sopra le righe con colleghi che la pensano in modo diverso da noi. Il conflitto è una costante dei luoghi di lavoro e se ben gestito è uno dei più potenti mezzi per la ricerca di soluzioni creative, che possono rafforzare una relazione professionale, favorire lo sviluppo delle proprie capacità ed abilità generando
 soddisfazione e benessere , mentre la degenerazione di un conflitto può innescare processi di mobbing. Per la definizione di mobbing e l'etimologia rimando all'articolo precedente, mentre qui evidenziamo che esistono due tipi di mobbing, quello verticale, dall'alto verso il basso, in cui le pressioni vengono esercitate da un superiore ai danni di un subordinato e quello orrizontale,  che si verifica tra due persone che occupano la stessa posizione lavorativa.
Vi sono tre parametri che aiutano la definizione di mobbing:
- frequenza = in cui la cadenza delle azioni ostili deve essere di alcune volte al mese
- durata = minimo di  sei mesi
- intento persecutorio = chiara aggressività dell'aggressore verso la vittima
Entriamo nel particolare di una situazione di mobbing, in cui vi è il mobber / aggressore ed il mobbizzato / vittima. A questi episodi ripetuti possono partecipare con diversi ruoli anche tre tipi di persone:
side- mobber= partecipano attivamente al mobbing alleandosi con il mobber ed aiutandolo a distruggere la vittima, pur non essendo gli avversari diretti.
indifferenti = non si schierano, ma favoriscono il processo di mobbing con la loro indifferenza
oppositori = coloro che si alleano con la vittima e cercano di bloccare il processo

Mobbing: definizione ed etimologia

Prendo da Wikipedia la definizione di mobbing, per permettere una chiara comprensione di questo fenomeno, che viene spesso ignorato, e che, se anche è molto difficile da dimostrare è deleterio per la psiche ed il soma.
"Mobbing : nell'accezione più comune in Italia, un insieme di comportamenti violenti(abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di uno o più individui nei confronti di un altro individuo, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. I singoli atteggiamenti molesti (o emulativi) non raggiungono necessariamente la soglia del reato né debbono essere di per sé illegittimi, ma nell'insieme producono danneggiamenti plurioffensivi anche gravi con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute, la sua esistenza."
ETIMOLOGIA:  agli inizi degli anni '70, l'etologo Konrad Lorenz utilizzò il termine "mobbing" per descrivere un particolare comportamento aggressivo messo in atto da individui della stessa specie con l'obbiettivo di escludere un membro dello stesso gruppo. In particolare in ornitologia, mobbing indica  il comportamento di gruppi di uccelli di piccola taglia nell'atto di respingere un rapace loro predatore.

Pet therapy nel particolare...

Il termine anglosassone "pet" si usa  come sostantivo per indicare  l'animale domestico, come aggettivo con il significato di "prediletto", come verbo che vuol dire "vezzeggiare", "coccolare", "viziare". Tutte queste parole richiamano sensazioni di piacere, dolcezza, e rispetto reciproco. Questi fattori hanno un'importanza determinante nella comunicazione  tra essere umano e animale.
La Pet Therapy è una pratica terapeutica che prevede l'impiego di animali (spesso di affezione ma non solo), come supporto per migliorare lo stato di salute di pazienti con problemi psico-fisici.
In genere abbiamo due campi d'applicazione denominati:
1)  Attività Assistite da Animali che operano per migliorare la qualità della vita nelle quali ambito rientrano le attività ludiche e ricreative.
2) Terapie Assistite da Animali indirizzate verso programmi specifici che mirano al superamento del disagio psichico e fisico.
Dal punto di vista psicologico, la presenza di un animale migliora la vita di una persona diminuendo il senso di solitudine e di depressione perché agisce come supporto sociale e  spinge alle attività (quotidiane) di cura, accudimento verso se stessi e verso il proprio animale. Inoltre molti studi hanno dimostrato che l'iterazione essere umano-animale poiché fonte piacevole e rilassante di contatto, sicurezza e tranquillità, può avere un effetto significativo  per ridurre lo stress, la pressione arteriosa e l'ansia.

  

Articolo su Pet therapy tratto dal settimanale "Chi"

Un Cucciolo come medicina   (tratto dal settimanale "CHI" nov. 1998)
Il recente convegno che si è svolto a Mestre ha ribadito l'aiuto che i cani possono dare a persone affette da vari problemi.
Contro mal di testa e depressione può essere più utile fare le coccole al nostro cane piuttosto che imbottirsi di medicinali. È ormai un fatto certo che il nostro piccolo amico ci fa vivere meglio e più a lungo, e per questo la Pet Therapy, cioè l'utilizzo degli animali d'affezione come aiuto terapeutico in molte malattie, acquista sempre più importanza e viene anche accettata negli ospedali. Gli studi hanno dimostrato che la compagnia del cane riduce il rischio di infarto. Accarezzando il proprio animale si abbassano infatti la pressione e i livelli di colesterolo. Sembra inoltre che il cane possa prevedere l'insorgere di un attacco epilettico, di un coma ipoglicemico, di una sincope e anche di una crisi schizofrenica. Recentemente si è svolto a Mestre un importante convegno sulla Pet Therapy voluto dall'Anffas (Associazione nazionale famiglie di fanciulli e adulti subnormali), durante il quale è emersa chiaramente l'influenza positiva del cane su persone con problemi psichici o disagi sociali. La sua presenza facilita la socializzazione dei bambini autistici, l'inserimento di quelli adottivi e il recupero dei tossicodipendenti, e inoltre cura anche la solitudine delle persone anziane.
Roberto Allegri

La Pet Therapy

Prima di parlare della pet therapy, vorrei porre l'attenzione su 5 principi fonamentali presentati nella  7° conferenza internazionale, (1995), Ginevra: "Animali, Salute e qualità della vita":
  1. Accettare il diritto universale non discriminatorio ad avere un animale domestico in tutti i luoghi e in tutte le circostanze, se I 'animale viene adeguatamente curato e non inficia i diritti dei non proprietari di animali.
  2. Prendere le misure più idonee per assicurare che l'ambiente umano sia pianificato e progettato in modo da tenere conto dei bisogni e delle caratteristiche degli animali da compagnia e dei loro proprietari.
  3. Incoraggiare la presenza regolamentata degli animali da compagnia nelle scuole e nei programmi scolastici. Convincere gli insegnanti e gli educatori dei benefici prodotti da questa presenza attraverso appropriati programmi di addestramento.
  4. Assicurare l'accesso regolamentato degli animali da compagnia negli ospedali, case di riposo e altri centri di cura per tutti coloro che, a qualsiasi età, hanno bisogno di questo tipo di contatto.
  5. Riconoscere ufficialmente quegli animali, quali validi interventi terapeutici,  che sono specificamente addestrati per aiutare le persone a superare limiti e disabilita; promuovere lo sviluppo di programmi per addestrare tali animali e assicurare che la conoscenza della loro capacità sia inclusa nell'insegnamento base delle professioni sanitarie e sociali. 
E' certo ormai che la presenza di un animale migliora da un punto di vista psicologico la vita dell’individuo, diminuendo la solitudine e la depressione, agendo da supporto sociale, dando un impulso alla cura di se stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative .
La "Pet Therapy" non è utile a risolvere tutte le malattie. Per una  corretta applicazione della terapia con gli animali ( questo il significato in Italiano) ,vengono coinvolti  tecnici competenti del comportamento umano e quelli del comportamento animale.
Quindi gli interventi seri di pet therapy vengono monitorati da una équipe  composta da  veterinari, psicologi, medici, educatori, e altro.
Grazie all'attività ludica, che generalmente risulta essere un qualcosa di piacevole, si aumenta il buon umore, si sviluppa la socializzazione e rinforza il fisico.
Anche gli animali, soprattutto se cuccioli, amano giocare molto e possono risultare degli ottimi compagni di gioco, là dove l’isolamento e la solitudine dominano, ( autismo e altre situazioni di isolamento).
"Gli animali possono diminuire l'ansia e predisporre una stimolazione dei sistema nervoso o, in altre parole, abbassare lo stress divenendo una fonte di contatto piacevole, una visione rilassante e una percezione di sicurezza e tranquillità." (Friedmann & Thomas, 1985, Katcher & Friedmann, 1980).

Autismo: descrizione clinica

Secondo il DSM-IV e ICD 10 ( classificazioni internazionali),  le caratteristiche fondamentali per la diagnosi di autismo sono la presenza di uno sviluppo anomalo o deficitario dell'interazione sociale, della comunicazione  e una notevole ristrettezza  del  repertorio di attività ed interessi.
Più precisamente:
1. Ritardo o anomalo funzionamento delle tre aree specifiche ( interazione sociale, linguaggio e comportamento), deve avere un esordio entro i tre anni d'età.
2. Compromissione qualitativa dell'interazione sociale, si ha quando sono compromessi svariati comportamenti non verbali ( per esempio, evitamento, rifiuto del contatto visivo, rigida espressione mimica, incapacità ad adeguare il comportamento al contesto sociale). Quando vi è assenza di gioco imitativo e di finzione, disinteresse per la condivisione del gioco. Se il linguaggio è presente ne viene fatto un'uso stereotipato, con incapacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri.
3. Ristrettezza del repertorio di attività ed interessi. Si presenta con una totale dedizione ad una o più attività limitate. Ripetizione ossessiva di rituali specifici o inutili abitudini. Vi è una rigida manipolazione degli oggetti che guarda più alle loro particolari caratteristiche  piuttosto che al loro utilizzo.


Normalmente non esistono periodi in cui lo sviluppo sia stato normale, anche se a volte i genitori riferiscono di uno sviluppo normale nei primi due anni di vita. Riuscire a fare una diagnosi precoce è molto importante, in quanto maggiore resta l'isolamento peggiore sarà la prognosi. Il problema è che molto spesso i genitori non riescono a riconoscere  i prodromi della malattia magari già presenti fin dall'inizio. Nei primi sei mesi di vita del bambino si possono riscontrare alterazioni precoci dell'interazione; il bambino si presenta quieto, non piange mai, non attira l'attenzione, manca l'aggancio dello sguardo, è incapace di  rilassarsi nelle braccia della madre, manca il sorriso  sociale ( primo organizzatore), la suzione ed il sonno, con un tipo di insonnia calma ( quando il bambino  resta nel lettino in un'attesa immobile con gli occhi spalancati)
Nella seconda metà del primo anno si stabilizzano le caratteristiche sopra elencate, compromettendo la  relazione madre - bambino ( manca il dialogo tonico, i vocalizzi, i balbettamenti,  la mimica espressiva al momento del risveglio, manca il tendere le braccia quando viene sollevato).
Entro i 30 mesi diviene evidente la mancanza dei precursori del linguaggio, persistono i disturbi funzionali e  si accentuano le stereotipie e il manierismo gestuale; in genere è a questo punto che il bambino viene segnalato, quando cioè il disturbo è manifesto e relativamente stabilizzato.

Babbo Natale esiste???

Eterno dilemma, dire o non dire ai propri figli che Babbo Natale  non esiste?
No, in modo assoluto, certo se viene chiesto in modo diretto, dipende dall'età.
Sembra una cosa da poco, ma creare attorno al bambino un'atmosfera magica durante le feste Natalizie, è molto importante.
Il bambino cresce con la speranza, immagina, fantastica, sogna la notte in cui Babbo Natale gli porterà i giocattoli tanto desiderati.
Il credere in Babbo Natale, o in questa bella storia di fantasia aiuta il bambino a crescere positivo, a sperare sempre e comunque, gli dona i sogni.....e non è poco!
Celare la verità su Babbo Natale non significa mentire ai propri figli.
Se loro lo chiedono, in modo diretto, allora se ne può parlare, lasciando un po' di mistero, senza nascondere la verità, verrà il tempo in cui capiranno, dove la fantasia lascerà il posto alla realtà, seguirà il normale percorso della crescita...

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